La Regione chiederà i danni a De Fanis

24 Marzo 2016

La Regione Abruzzo si costituirà parte civile, tramite il legale dell'Avvocatura dello Stato Generoso Di Leo, nell'ambito del processo sulle presunte tangenti all'assessorato alla Cultura della...

La Regione Abruzzo si costituirà parte civile, tramite il legale dell'Avvocatura dello Stato Generoso Di Leo, nell'ambito del processo sulle presunte tangenti all'assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo, nato da un'inchiesta del 2013 che fece finire agli arresti domiciliari, per quattro mesi, l'assessore dell'epoca, Luigi De Fanis (nella foto). Ieri mattina, si è svolta la prima udienza davanti al tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine; subito si è reso necessario un rinvio per difetto di notifica a uno degli imputati. La Regione si costituirà parte civile, come già aveva fatto Andrea Mascitti, l'imprenditore che con la sua denuncia diede il via all'inchiesta “Il Vate”, mirata a far luce sulle modalità di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale 43/73, abrogata a seguito dell'inchiesta; la legge disciplinava l'organizzazione, l'adesione e la partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali con la possibilità di distribuzione di fondi. Gli imputati, accusati a vario titolo di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, truffa, peculato, abuso e falso, sono l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, il rappresentante legale dell'associazione Abruzzo Antico, Ermanno Falone, il responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, Rosa Giammarco, e l'imprenditore Antonio Di Domenica. Sono usciti di scena, invece, Lucia Zingariello, all'epoca segretaria di De Fanis, che ha patteggiato un anno e 11 mesi di reclusione, e Rocco Masci, presidente dell'Associazione culturale musicale, sottoposto al regime di messa alla prova per otto mesi. Tutti gli imputati ieri mattina erano assenti. L'udienza è stata aggiornata al 19 maggio.