La Regione dà il marchio doc ai negozi diventati simboli

10 Dicembre 2023

La nuova legge sarà approvata martedì, premia le attività con almeno 40 anni di vita Oltre a un logo identificativo prevede anche misure per sostenere luoghi di tradizione

L’AQUILA. Bar, gioiellerie, esercizi commerciali per la vendita di abbigliamento o stoffe pregiate, luoghi che rappresentano l'identità di una città e dei suoi abitanti più operosi.
L’Abruzzo è terra di negozi storici. La nuova legge, da approvare martedì in Consiglio regionale, fa diventare questi luoghi simbolo un patrimonio da tutelare con un marchio doc. La legge è nata per iniziativa del consigliere regionale di maggioranza Emiliano Di Matteo (nella foto) e punta a modificare la precedente norma datata luglio 2018. Nel corso delle sedute della terza Commissione regionale che, tra le altre cose, si occupa di attività produttive, sono stati ascoltati il direttore del Dipartimento Sviluppo economico e Turismo della giunta regionale, Germano De Sanctis, la rappresentante della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, Francesca Bocchi, la rappresentante di Confcommercio Abruzzo, Marisa Tiberio ed il rappresentante di Confesercenti Abruzzo, Carlo Rossi, che hanno dato preziosi suggerimenti per migliorare la nuova legge che attribuisce il logo di “negozio storico” alle attività commerciali che costituiscono testimonianza della storia, dell'arte, della cultura e della tradizione imprenditoriale locale; stabilisce la definizione di negozi storici, individuandone i requisiti principali; istituisce l’elenco regionale dei negozi storici e dà alla Regione la possibilità di promuovere misure a sostegno delle attività commerciali riconosciute negozi storici.
Quest’ultima parte quindi sortisce un effetto pratico e sostanziale mai come ora vitale per il settore del commercio tradizionale che si ritrova a combattere una sfida impari e perdente con la galassia in espansione delle vendite on line. Al riconoscimento dei negozi storici provvede il Comune attraverso la verifica del possesso dei seguenti requisiti: svolgimento della medesima attività da almeno 40 anni continuativi, salvo interruzioni per eventi straordinari o calamità naturali, nello stesso locale o nella stessa area, anche se con denominazioni, insegne, gestioni o proprietà diverse, a condizione che siano state mantenute le caratteristiche originarie identificative; collegamento funzionale e strutturale dei locali e degli arredi con l'attività svolta che evidenzi il radicamento nel tempo dell'attività o del metodo di lavoro; accesso dei locali su area pubblica o su area privata gravata da servitù di pubblico passaggio; presenza nei locali, negli arredi, sia interni che esterni o nelle aree di elementi di particolare interesse storico, artistico, architettonico e ambientale o particolarmente significativi per la tradizione e la cultura del luogo. Tra i compiti della Regione, invece, ritroviamo quello di sostenere il passaggio generazionale e la trasmissione di impresa per favorire la continuità della gestione nonché l'inserimento lavorativo dei giovani; sostenere interventi di restauro e conservazione di beni immobiliari, insegne, attrezzature, macchinari, arredi e decori originali. E soprattutto di aiutare i Comuni ad accrescere l’attrattività dei centri urbani.