La Regione punisce le imprese in fuga

Approvata la legge anti-delocalizzazione voluta dai 5 Stelle: impone l’obbligo di restituire i contributi pubblici ricevuti
PESCARA . Nove articoli per dire stop al fuggi-fuggi delle aziende che dopo aver beneficiato di contributi e agevolazioni, se ne vanno dall’Abruzzo lasciando a casa i dipendenti.
Sono quelli contenuti nella la legge approvata all’unanimità durante la seduta del Consiglio regionale dello scorso 3 luglio. A firmare la proposta di legge i consiglieri Cinquestelle Riccardo Mercante, Gianluca Ranieri, Pietro Smargiassi, DomenicoPettinari, Sara Marcozzi, dal consigliere di Abruzzo Civico, Mario Olivieri, dagli assessori Lorenzo Berardinetti e Giorgio D’Ignazio. Il “cuore” della legge è in buona parte all’articolo 2, e precisamente dove stabilisce che «in caso di delocalizzazione degli impianti produttivi, le somme erogate da parte della Regione alle imprese presenti sul territorio, qualunque sia la loro provenienza sotto forma di incentivo, finanziamento, aiuto, sostegno all’occupazione o alla produzione, sono restituite alla Regione entro cinque anni dall’erogazione». Un bel problema per chi è abituato a fare business con i contributi degli enti pubblici, e che è pronto a prendere il largo appena si esauriscono gli incentivi. Magari per ricominciare da un’altra parte, con le stesse modalità operative. La legge regionale abruzzese è concepiti proprio «allo scopo di disincentivare i fenomeni di delocalizzazione dei processi produttivi», e fa riferimento alle disposizioni contenute dalle norme nazionali ed europee, e,. in particolare, al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di aiuti concessi agli Stati. E non è tutto. Per ottenere i contributi pubblici le imprese saranno vincolate alla firma dei contratti di insediamento, che contengono il piano industriale, l'impegno al mantenimento dell’unità produttiva per almeno tre anni (compresi i livelli occupazionali), i piani di sicurezza. entro 90 giorni la Giunta regionale dovrà approvare un regolamento che disciplina i criteri e le modalità di restituzione dei contributi in caso di violazioni. «Una legge», osserva il consigliere Riccardo Mercante, primo firmatario, «di cui la nostra regione sente particolarmente bisogno. Non risolverà tutti i problemi occupazionali e di crescita dell'Abruzzo, ma rappresenta certamente un importante tassello in questa direzione. Scottano ancora sulla pelle i casi eclatanti come la Honeywell, che per via della delocalizzazione, nonostante l’azienda fosse in attivo, ha lasciato a piedi circa 400 famiglie abruzzesi. Casi come questo non devono ripetersi più. Non possiamo permettere che il nostro territorio sia il cavallo di troia attraverso il quale garantirsi dei fondi pubblici per le multinazionali senza alcun impegno sul mantenimento dei livelli occupazionali. Da domani l'Abruzzo ha una marcia in più in tema di sviluppo». Previste inoltre agevolazioni per favorire il rientro di quelle imprese che hanno già delocalizzato all’estero, il cosiddetto back reshoring.

