La Regione: siamo pronti a tutto

L’assessore Verì rassicura. All’aeroporto in azione 170 volontari. Ecco i tre numeri da contattare
PESCARA . Il patogeno che tiene il mondo con il fiato sospeso da ieri ha un nome: si chiama Sars-CoV-2, e sta per “Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2”. La malattia che provoca, invece, si chiama Covid-19, come ha annunciato ieri l’altro il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). È, come è stato ricordato ieri durante la conferenza stampa in Regione, a livello mondiale finora ha causato 45.201 contagi e 1.116 decessi. La maggior parte dei casi riguarda la Cina, anche se altri focolai sono stati segnalati in altre nazioni. In Italia, attualmente, sono solo 3 i casi conclamati, e si tratta della coppia cinese ricoverata allo Spallanzani e del ricercatore italiano rientrato da Wuhan e trovato positivo al virus.
MASSIMA ATTENZIONE. L’Abruzzo ha spiegato l’assessore regionale Nicoletta Verì, è pronta a fronteggiare la minaccia. «L’attenzione è massima», ha detto, «e siamo pronti a gestire ogni tipo di situazione». È stata attivata la cabina di regia prevista nel protocollo stilato dal ministero della salute e dalla protezione civile, che prevede, tra l’altro, controlli all’aeroporto di Pescara affidati ai volontari della Protezione civile. IN AEROPORTO. Sono 170 i volontari in azione, ha precisato invece il responsabile regionale della protezione civile, Silvio Liberatore, che finora hanno controllato 17 voli internazionali e 1.700 viaggiatori, attraverso l’uso di un termometro a infrarossi in grado di rilevare la temperatura corporea. Se questa dovesse superare i 37,5 gradi scatterebbero i controlli successivi, relativi al Paese di provenienza. In caso di sospetto, viene attivato immediatamente il protocollo per il trasferimento nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Pescara. I volontari nei giorni scorsi hanno seguito i corsi di formazione di Security aeroportuale e di controllo sanitario.
LABORATORIO DI VIROLOGIA. Il compito di “processare” i campioni biologici prelevati da pazienti che presentino le caratteristiche (febbre, sintomi respiratori severi, viaggi in Cina o altre aree dove sono attivi focolai della malattia), è stato affidato all’Unità operativa complessa di microbiologia e virologia clinica di Pescara diretta dal dottor Paolo Fazii, una delle poche in Italia a coprire le 24 ore giornaliere, compresi i festivi e le domeniche. Nell’unità lavorano 20 persone, 4 delle quali all’interno del laboratorio di microbiologia e virologia.
COME FUNZIONA IL TEST. In caso di sospetto clinico, i test seguono due strade: la prima è la ricerca di Rna del Coronavirus responsabile dell’epidemia che in Cina causato più di mille morti. I controlli che vengono fatti nel laboratorio abruzzese sono in grado di escludere la presenza del Sars-CoV-2. In caso di negatività, in parallelo, «andiamo a testare anche altri agenti patogeni che sono causa di polmoniti», ha detto il dottor Fazii, «in maniera da sapere se la causa della polmonite è da attribuire a un altro agente». Sono ben 26 i patogeni che il laboratorio è in grado di scovare, semplificando la diagnosi differenziale. Se, al contrario, il controllo dà esito positivo, il materiale viene inviato ai centri nazionali di riferimento che in Italia sono tre: l’ospedale Spallanzani e l’Istituto superiore di Sanità, entrambi a Roma, oppure l’ospedale Sacco di Milano. Spetta a loro il verdetto finale.
IN QUATTRO AL LAVORO. Un lavoro molto complicato e di altissima responsabilità, quello del laboratorio di riferimento abruzzese, che viene svolto solo da quattro persone. Eppure, sarà proprio in questo laboratorio che arriveranno tutti i casi abruzzesi sospetti. «Siamo stata prima la unità in Italia a lavorare in modalità “H24” per la gestione delle setticemie», continua il dottor Fazii, «nonostante il personale abbastanza ridotto. Grazie ai miei splendidi collaboratori siamo riusciti a fare qualcosa che neanche al nord sono riusciti a fare. Un ospedale funziona bene», ha osservato, «se ci sono dei servizi che funzionano bene. Purtroppo ci si ricorda di noi solo in queste situazioni».
IN AUTOISOLAMENTO. In Abruzzo molti cinesi rientrati dal loro paese di origine hanno scelto, in autonomia, di “autoisolarsi” per il periodo di 14 giorni ritenuto congruo dalle autorità sanitarie, come ha sottolineato la responsabile del servizio della prevenzione e tutela sanitaria della Regione Stefania Melena. Due casi sui quali indagare (in via di risoluzione), sono stati segnalati dai dirigenti scolastici in base alle direttive ministeriali, e si trovano in isolamento domiciliare. Chi avesse dubbi, o necessità, o ritenesse di essere in qualche modo a rischio, può telefonare al numero nazionale 1500. Per Pescara il numero è 335.1935583, per Teramo è 800.090147. (a.bag.)
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