La ribellione di Fontanelle «Alloggi pieni di abusivi»

30 Agosto 2015

Cittadini e M5S denunciano l’occupazione di 30 case in via Caduti per servizio «Allacci illegali alle nostre reti, spaccio di droga e rumori. Le istituzioni? Assenti»

PESCARA. Arrivano, sfondano e entrano. Occupano abusivamente gli alloggi popolari e poi si allacciano altrettanto abusivamente alle reti condominiali, per utilizzare l'energia elettrica e l'acqua senza pagare un centesimo. Il problema, vecchio di anni, si ripropone ciclicamente in via Caduti per Servizio ma in questi giorni si è arrivati a livelli record, mai raggiunti prima d'ora, con trenta appartamenti occupati senza titolo.

La segnalazione arriva da Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, e dall'associazione “Insieme per Fontanelle”, guidata da Nello Raspa, che raccolgono quotidianamente le lamentele dei cittadini, stufi di sopportare questo stato di cose. Pettinari, che ha già denunciato il problema due mesi fa, parla di «un’emergenza esplosa sul fronte sociale e della sicurezza» ed è pronto a tornare sulle barricate, come avvenuto nel 2011, quando i residenti della zona hanno manifestato in strada con una fiaccolata, con la speranza di attirare l’attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine che «qui passano ma non si fermano e non entrano nelle nostre case per capire cosa accade», dicono senza nascondere la delusione nei confronti di chi li ignora.

Gli occupanti abusivi, spiegano gli inquilini che pagano regolarmente affitto e bollette, hanno perfino trovato un modo per tutelarsi rispetto a possibili guai con la giustizia. «Dopo aver sfondato le porte e essersi sistemati chiamano le forze dell'ordine e si autodenunciano. In questo modo stanno al sicuro per anni dentro gli appartamenti trovati vuoti. È accaduto perfino che abbiano selezionato accuratamente l'appartamento dove vivere nel senso che hanno sfondato due porte prima di fermarsi nell’alloggio messo meglio e più gradito».

Come se non bastasse gli inquilini fuori legge si riforniscono di acqua e luce dalle reti condominiali, e anche questo aspetto risulta particolarmente odioso a chi ha ottenuto la casa in maniera legittima. «Quando l'Ater effettua il conguaglio saremo noi a pagare anche per loro. È già accaduto che ci sia arrivata una bolletta di 330 euro, che noi abbiamo dovuto pagare, nel menefreghismo totale delle istituzioni. Dal civico 48 abbiamo segnalato tutto a vigili urbani, carabinieri e Ater, ma dal mese di marzo ad oggi non è cambiato niente», dice un'inquilina che chiede l'anonimato, temendo ritorsioni. «E poi», aggiunge esasperata, «c’è sporcizia ovunque ed è difficile che la Attiva venga a pulire».

L’occupazione abusiva fa spesso il paio con lo spaccio di droga, oltre al fatto che via Caduti per servizio è invivibile di notte, a causa dei rumori. «Qui si spaccia 24 ore su 24», riprende Pettinari, «e nei giorni scorsi una ragazzina di 16 anni è stata notata in strada, dietro una siepe, con la siringa ancora infilata nel braccio. Dopo le nostre proteste degli anni scorsi eravamo arrivati ai minimi storici, per le cessioni di droga, ma adesso siamo tornati all’illegalità più totale. Questo avviene perché le istituzioni hanno abbandonato la zona».

Il malcontento viene registrato ogni sabato da un agente della polizia municipale, che raccoglie le segnalazioni e le gira a chi di competenza, anche sul degrado che si è impadronito di molti appartamenti e sulla mancanza di interventi, che si contano con il contagocce. «Prima c'era un bel raccordo con Comune, Ater e forze di polizia. In passato siamo perfino riusciti a bloccare una decina di sfratti», concludono Pettinari e Raspa. Poi, però, «c'è stato un calo di attenzione, pensano che qui sia tutto a posto, anche se non è così», commenta Raspa. Il presidente dell’associazione lancia un appello perché «ci sia maggiore attenzione. Quando chiamiamo in Comune non risponde più nessuno, forse per il cambio di amministrazione, forse per mancanza di fondi. Lanceremo il nostro appello anche al presidente della Regione Luciano D'Alfonso».

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