La risposte in soli 20 minuti Basta una punturina sul dito

31 Maggio 2020

Patrizia Di Gregorio (Servizio Immunotrasfusionale della Asl di Chieti) chiarisce tutto: «Entro qualche giorno si potranno fare anche nei laboratori analisi degli ospedali» 

CHIETI. Test rapido sì o no? Cosa sono le IgG e le IgM? Quali sono i tempi di attesa per le risposte? A tal riguardo il Centro ha interpellato la dottoressa Patrizia Di Gregorio, direttore del Servizio Immunotrasfusionale aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti.
Dottoressa Di Gregorio, cos’è un test sierologico?
«Un’indagine che serve per ricercare gli anticorpi e non la presenza del virus. Per cercare il virus abbiamo bisogno del famoso tampone, ovvero la ricerca del RNA virale. Il test sierologico va scoprire la presenza degli anticorpi, in questo caso antiCoronavirus».
Quanti tipi di test sierologici ci sono?
«Sono qualitativi e quantitativi. Ci sono quelli rapidi e poi quelli che si fanno con apparecchiature più sofisticate. Sui test rapidi i risultati arrivando nel giro di 10 minuti, sono esclusivamente qualitativi, e segnalano la presenza di anticorpi, ma non in quantità. Quelli più sofisticati, invece, danno delle informazioni più dettagliate, come sulla presenza di IgG e IgM, e si possono fare sia con prelievo venoso o pungendo il dito. Il quantitativo, invece, è quello che si fa con le apparecchiature di laboratorio e con una metodica precisa, ma solo una sembra dare la quantità di anticorpi, mentre gli altri test si chiamano semi-quantitativi. Questo sono fatti con sistemi di rivelazione in ELISA, gli altri sono fatti in chemiluminescenza. La risposta immediata riguarda la presenza di IgM, quella invece più ritardata, ovvero quella più lontana dall’evento acuto, sono le IgG».
Le differenze tra IgG e IgM?
«In condizioni normali, quando veniamo a contatto con un microrganismo batterico o in questo caso virale, il nostro organismo risponde cercando di combattere questo microorganismo, se con esso non è mai stato a contatto prima, formando le cosiddette IgM, ovvero le immunoglobuline di tipo M. Una volta che passa un po’ di tempo e torneremo a contatto con questo microrganismo, si svilupperanno quella di più lontana memoria, che sono le IgG, ovvero le immunoglobuline di tipo G».
Questi test sono efficaci? A che servono?
«La domanda da porsi è un’altra: cosa vogliamo controllare? Se abbiamo il virus o no? In questo caso ha molto senso fare il test, per esempio tra gli operatori sanitari, nelle case di riposo o in vari gruppi di lavoratori. Come ha senso se vogliamo fare uno screening della popolazione e vogliamo avere un quadro della cosiddetta prevalenza, ovvero uno spaccato, per esempio su una provincia. Se vogliamo sapere quanti sono entrati in contatto con il virus e hanno sviluppato anticorpi, allora si andrà a fare il test degli anticorpi e non il tampone. In questa maniera abbiamo un quadro ben preciso».
Quali sono i tempi per le risposte dei test?
«Per i qualitativi sono immediati, invece per quelli quantitativi nel giro di 24 ore si hanno delle risposte, ma anche prima. Dipende dal rigore e dall’organizzazione del laboratorio».
Questi test dove si possono fare?
«Al momento solo privatamente, ma a breve so che si potranno fare anche nelle strutture pubbliche e nei laboratori analisi degli ospedali capoluogo di provincia, però bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Al momento per quanto riguarda il pubblico sono solo attivi in Abruzzo quelli riguardanti il campione individuato dall’Istituto nazionale di statistica (circa 6mila, ndr)».
Quanto costerà eventualmente fare il test nelle strutture pubbliche?
«Questo non lo so, dipenderà dalla Regione. Di solito il test ELISA potrebbe costare circa 30 euro compresa l’impegnativa. Questo è solo un mio pensiero, perché non ci sono ancora indicazioni specifiche».
I test che si svolgono privatamente sono attendibili e quanto costano?
«Che domanda difficile… Ci sono privati che lavorano molto bene e altri meno, così come può accadere nella struttura pubblica. Basta dire la verità e narrare il vero. Il test qualitativo non costa molto, il semi-quantitativo so che costa tra i 50 e gli 80 euro».
(l.d.m.)
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