La riunione fiume porta alla tregua

17 Giugno 2023

Faccia a faccia tra Marsilio e D’Eramo nell’incontro di 4 ore: sì alla candidatura bis del presidente e all’ingresso di Marcozzi

PESCARA. Chiamarla pace è troppo. La parola giusta è tregua tra la Lega e gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia. La riunione fiume della coalizione di centrodestra, che si è svolta ieri, dalle 17,45 alle 21,30 nella sede della Regione in piazza Unione a Pescara, è servita a chiarirsi in un momento particolarmente delicato per il centrodestra che si avvia a percorrere una maratona elettorale lunga nove mesi. Ma che ha davvero rischiato di bruciare già alla partenza il proprio enorme vantaggio sugli avversari: il candidato presidente condiviso è già pronto da ripresentare alle elezioni del 2024.
Il pericolo che accadesse si è però dissolto ieri notte. Ma è una tregua condizionata in cui la Lega ha di fatto chiesto rispetto a FdI e Forza Italia. Dove il rispetto sta a significare lo stop alle operazioni di cannibalizzazione che forzisti e meloniani stanno mettendo in atto da mesi nei confronti dei salviniani.
La fuga dei consiglieri della Lega (finora cinque su dieci) verso altre sponde del centrodestra deve finire. È questo, e non il finto motivo del passaggio della consigliera Sara Marcozzi nel centrodestra, la vera causa della rottura nella coalizione, sanabile solo rispettando questo patto di correttezza.
Il faccia a faccia tra Marco Marsilio, presidente della Regione e leader di Fratelli d’Italia in Abruzzo, e il segretario della Lega, Luigi D’Eramo, sottosegretario del governo Meloni, è servito innanzitutto a questo. Il presidente si è tolto sassolini dalle scarpe. L’altro si è levato dei macigni, davanti agli sguardi di chi ha partecipato e detto la sua alla riunione, vale a dire Nazario Pagano, Mauro Febbo, Etel Sigismondi, Massimo Verrecchia, Vincenzo D’Incecco e per il terzo polo dei moderati, Enrico Di Giuseppantonio. La ricandidatura di Marsilio non ha trovato veti. Anche il passaggio di Marcozzi ha ottenuto il via libera, purché l’ex 5 Stelle non rivendichi la presidenza della nuova Commissione permanente per l’emergenza idrica. Non sono volati fogli, né urla, com’era accaduto un mese fa durante un incontro in Regione, poco prima della spaccatura in Consiglio regionale.
E forse da oggi Piazza Unione a Pescara potrà anche chiamarsi Piazza della tregua.
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