La riviera invasa dai rifiuti «I balneatori ignorano le regole»

Bustoni della spazzatura si accalcano sui marciapiedi già dalle prime ore della giornata Del Bianco (Attiva): «I gestori non rispettano gli orari della raccolta, così il lungomare è nel degrado»
PESCARA. Un cumulo di bustoni neri della spazzatura più alto di una moto, i ciclisti che devono fare lo slalom tra l’immondizia abbandonata, i rifiuti – contenitori di plastica di prodotti da cucina – che arrivano fino alla strada. Ecco la riviera della domenica: chi è andato al mare, ieri, già dalle 10,30 si è scontrato con i sacchi della spazzatura lasciati accanto ai cassonetti. Non è successo soltanto davanti a uno stabilimento balneare ma da un capo all’altro di Pescara. Ma perché nel giorno dell’assalto al mare, quello della spiaggia piena e dei parcheggi introvabili – le aree individuate dal Comune non sono ancora aperte – e degli affari per i balneatori, la riviera si è presentata come una discarica? «Prima dell’inizio dell’estate, abbiamo mandato una lettera ai balneatori per informarli delle modalità e degli orari di conferimento e raccolta dei rifiuti sul lungomare ma», afferma Massimo Del Bianco, direttore di Attiva, la società pubblica che gestisce la pulizia di Pescara, «se non c’è collaborazione, allora, la riviera resterà sempre sporca. Ogni domenica ci sono due squadre impegnate a raccogliere i rifiuti, però, se i balneatori continuano a buttare l’immondizia senza rispettare i nostri passaggi, allora, noi lavoreremo di continuo ma senza raggiungere un risultato soddisfacente in termini di pulizia. Siamo costretti a una continua rincorsa: purtroppo, non è una novità».
Sulla riviera non ci sono più i cassonetti per l’indifferenziato, quelli verdi: «Ai balneatori», spiega Del Bianco, «abbiamo dato contenitori per l’umido mentre per l’indifferenziato è necessario portare i rifiuti in strada entro le 8,30, entro le 16 ed entro l’una. Con tre passaggi, il lungomare resta pulito ma se si buttano i rifiuti a qualsiasi ora, quegli stessi rifiuti sono destinati a restare in strada per ore».
Ma cosa c’è dentro i bustoni che regalano bruttezza alla riviera? Un po’ di tutto visto che negli stabilimenti balneari non c’è l’obbligo di fare la raccolta differenziata e carta, plastica e lattine e vetro si mischiano. «Ci vorrebbe una rivisitazione delle regole», dice Del Bianco, «anche le famiglie, abituate a differenziare i rifiuti a casa, poi in spiaggia si trovano in difficoltà».
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