La scomparsa di Gioia Il nipote: è viva e in salute

10 Marzo 2023

Il caso dell’impiegata comunale sparita sei anni fa e l’inchiesta per omicidio Lo sfogo del familiare dopo le dichiarazioni di una cugina: «Basta insinuazioni»

MOSCUFO. «Noi in famiglia siamo convinti che Gioia sia viva e speriamo in salute. Certo, non ne siamo sicuri, ma ad oggi tutto porta a corroborare la nostra tesi e di ciò siamo infinitamente felici. Ribadiamo che con tutta probabilità si tratta di un allontanamento volontario, come annunciò esplicitamente alle persone alle quali tiene di più. Pensare che Gioia sia viva è legittimo e non costituisce alcuna colpa». Alessio Mariano, nipote di Giovina Annalisa Mariano, detta Gioia, sparita nel nulla l’8 marzo di sei anni fa, rompe il silenzio all’indomani dell’annuncio dell’apertura della pagina social “Giustizia per Gioia” da parte della cugina francese di Gioia, Margherita Mariano, e attraverso il legale di famiglia Federica Liberatore, chiede «discrezione» e fa sapere che la ricerca di Gioia, da parte di chi lo vorrà, può continuare, «ma con il rispetto necessario».
Non nasconde l’amarezza, Alessio, per le tante polemiche che ruotano intorno a questa vicenda dai contorni misteriosi: «A sei anni dalla scomparsa di Gioia, noi di famiglia», le parole accorate del nipote di Fallo, vergate nero su bianco, «crediamo sia indispensabile dover impegnare il nostro tempo per confutare ridicole ricostruzioni e clamorose falsità sulla vicenda riguardante l’allontanamento volontario di un membro della nostra famiglia. Ciò risulta essere necessario in quanto siamo gli unici che hanno la volontà di ristabilire ordine in questo caos, siamo stanchi di dover subire sevizie pubbliche».
E ribadisce, come già nel passato, la tesi dell’allontanamento volontario. Così «è stato etichettato nella prima indagine dai carabinieri», poiché Gioia «lo annunciò esplicitamente alle persone alle quali tiene di più»: quella mattina dell'8 marzo 2017, prima di eclissarsi, Gioia informava il nipote di un suo imminente viaggio. «Pensare che Gioia sia viva è dunque legittimo e non costituisce alcuna colpa. Se si vuole mettere in dubbio la nostra parola, poiché si è a conoscenza di fatti comprovati, è sufficiente assumersi le proprie responsabilità e fare delle chiare e limpide dichiarazioni smettendo di affidarsi vigliaccamente a velate e indistinte insinuazioni. Siamo convinti che Gioia sia viva e speriamo in salute».
Poi una puntualizzazione sulle indagini della procura di Pescara con l’ipotesi di omicidio. «La procura sta indagando contro ignoti, anche per omicidio, ma il termine indagine implica appunto una possibilità e non una inesorabile certezza». Quindi la richiesta di «discrezione per il bene di Gioia»" e l'appello «a coloro che continuano a fare supposizioni e a inventare situazioni delle quali non possono e non potranno mai essere a conoscenza, di fare un passo indietro e, se vorranno, di continuare a cercare Gioia in modo più raffinato, efficiente e con il rispetto necessario».