«La scuola cambi sezione a mia figlia»

30 Agosto 2016

PESCARA. Lavora per l’intera giornata 5 giorni a settimana, ha 3 figlie – 2 adolescenti e una piccolissima – è separata dal marito che vive in un’altra città, non ha più i genitori, e si arrampica...

PESCARA. Lavora per l’intera giornata 5 giorni a settimana, ha 3 figlie – 2 adolescenti e una piccolissima – è separata dal marito che vive in un’altra città, non ha più i genitori, e si arrampica sugli specchi per ricoprire al meglio il ruolo di madre e di lavoratrice. Chiede che la scuola pubblica le venga incontro e incappa nell’intransigenza di una preside, costretta a sua volta ad attenersi a rigide regole dall’assalto di richieste di troppi genitori per le iscrizioni dei loro figli a scuola.

Elena Della Valle è la giovane madre che nel fare la preiscrizione della secondogenita alla scuola media Tinozzi a gennaio ha chiesto che la ragazzina venisse inserita nella stessa classe di una compagnetta delle elementari, ipotesi contemplata dal regolamento. Questo perché la madre dell’altra alunna a fine lezioni prende con sè entrambe le piccole e le porta a casa sua a fare i compiti, in attesa che mamma Elena torni dal lavoro e dopo essere andata a riprendere la figlioletta più piccola al nido vada a riprendere anche l’altra, mentre la primogenita aspetta a casa.

«Senza un motivo valido hanno messo mia figlia in un’altra sezione», spiega la mamma, «ce lo hanno comunicato venerdì alle 12 e ieri, lunedì, ho preso un permesso al lavoro e sono andata dalla preside Annarita Bini, ho atteso due ore ma non mi ha ricevuta». La signora ha fatto protocollare in segreteria una ulteriore richiesta per fare stare nella stessa classe le due bambine, allegando i documenti della separazione, «ma volevo spiegare alla preside la situazione. Tra l’altro nella sezione scelta ci sono meno iscritti che in quella in cui mia figlia è stata inserita». Dopo tanta anticamera Elena ha potuto parlare con la vice preside, la professoressa Morena Brancacci. La stessa che ha cercato, per ora inutilmente, di mediare con la preside a favore della mamma separata. «Umanamente capisco perfettamente la situazione della signora, mi creda», spiega la docente. «La scuola dà delle indicazioni per la scelta delle classi, quindi la dirigente decide la formazione. Seguono valanghe di richieste di spostamenti, spesso incomprensibili e ingiustificate. Non è il caso della signora Della Valle lo so, ma una deroga, ovvero accettare una delle tante richieste, ne porterebbe con sè troppe altre. Ho parlato con la preside, vedremo che cosa deciderà». (la.d’i)

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