La scuola riparte con il caro-libri: aumenti del 4,3%

28 Agosto 2023

L’Unione Consumatori propone di elevare i tetti degli sconti La Confcommercio: spese detraibili come per le medicine

PESCARA. Si profila una stangata con la riapertura imminente dell'anno scolastico prevista in Abruzzo per mercoledì 13 settembre. Lo denuncia l'Unione Nazionale Consumatori che ha analizzato gli aumenti relativi alla scuola.
Per i libri scolastici si prevede un rialzo del 4,3%, un bel salto, anche se in linea con l'inflazione programmata, mentre quaderni e risme di carta secondo gli ultimi dati Istat costano già ora il +9,2% rispetto allo scorso anno e il 17,2% in più nel confronto con settembre 2021 quando i prezzi hanno iniziato a decollare per via del costo della carta strettamente legato al caro bollette. Va poco meglio per gli altri articoli di cartoleria come penne, matite ed evidenziatori che segnano un rincaro del 5,6% sul 2022 e del 12% sul 2021. A settembre, però, con il rientro dalle ferie, potrebbero scattare ulteriori incrementi.
Secondo l’Unione Consumatori «il Governo deve intervenire subito contro il caro scuola». E la proposta avanzata da Massimiliano Dona, presidente dell’associazione, è di «varare un decreto urgente per modificare la norma del 2000 che vieta alle grandi catene di supermercato e alle piattaforme digitali di poter fare sconti sui libri scolastici superiori al 15% del prezzo di copertina. Nel 2019 i ribassi arrivavano anche al 25%, ora non possono superare quella soglia. Un aggravio occulto per le famiglie del 10%, in un momento in cui già faticano a pagare le bollette e a fare la spesa», sottolinea Dona.
Più strutturale è invece la proposta di Confcommercio. «Anche quest’anno si parla di caro libri, ma quello che sicuramente non aumenta è il margine dei librai che anzi, in questi anni, è in continua riduzione». Così dichiara Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, l'Associazione librai italiani, in merito al dibattito sul caro libri. Per il presidente Ambrosini servono interventi a sostegno delle famiglie, come la detrazione fiscale per tutti al pari delle spese mediche e l’aumento fondi per il diritto allo studio dagli attuali 133 milioni di euro ad almeno 170 milioni, ma anche la necessità di adeguare all’inflazione il tetto di spesa per i testi adottati per il ciclo di studi, mai adeguato dal 2012.
Quest'anno gli insegnanti, per rispettare il tetto, hanno dovuto in molti casi rinunciare a scegliere un testo a supporto della propria attività didattica, privando così gli alunni di uno strumento utile per l’apprendimento. «Bisogna poi», continua Ambrosini, «dare ossigeno alle imprese che lavorano all’interno della filiera, introducendo, ad esempio, come da noi proposto, un margine minimo garantito per le librerie e cartolibrerie, che dopo l’intervento dell’Antitrust, è sceso dal 25% al 15% con una perdita secca di 10 punti, flessione che da sola giustifica le molte chiusure di librerie cartolibrerie in questi anni».
La proposta di Ali è quindi l’introduzione di un aggio fisso minimo per il servizio della distribuzione dei testi scolastici per librerie e cartolibrerie «che sono oggi, tra i vari canali di offerta di libri di testo, quelle maggiormente utilizzate da studenti e famiglie perché sono le uniche a fornire un servizio professionale tutto l’anno», conclude il presidente Ambrosini. (l.c.)
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