La Shoah raccontata agli studenti

30 Gennaio 2019

Settimana della memoria, a Spoltore la testimonianza dei coniugi Fano-Modigliani

SPOLTORE. Vietato avere piccioni viaggiatori: solo uno dei tanti assurdi divieti per gli ebrei rievocati ieri mattina nell’aula consiliare di Spoltore, davanti agli studenti, da Claudio Fano, che all’epoca delle leggi razziali aveva 9 anni e da sua moglie Paola Modigliani, ospiti della Settimana della Memoria organizzata dal circolo didattico di Spoltore con la collaborazione del Comune.
«In tanti ci hanno salvato», ricorda Paola Modigliani. «Noi eravamo fuori Roma per paura dei bombardamenti e fummo avvisati che stava accadendo “qualcosa di strano” da un’amica di famiglia: per farlo si mise a correre, rischiando all’ottavo mese di gravidanza un parto prematuro». La stranezza erano famiglie ebree caricate su furgoni e portate via: l’inizio dei rastrellamenti. «Siamo testimoni di chi si è salvato», ha aggiunto, rispondendo ai ragazzi che chiedevano se avesse il numero tatuato sul braccio. «Il numero veniva dato solo nel campo di Auschwitz, e mai ai bambini che venivano eliminati subito perché non erano in grado di lavorare. Io avevo solo un anno».
Modigliani ha raccontato anche di come sia stata messa in salvo dal coraggio del fratello, che a 7 anni e con lei in braccio si è calato da una finestra al primo piano, legato da una fune alla vita, mentre i nazisti li cercavano in casa. La sua famiglia si era infatti rifugiata a Velletri, nascosta da false identità (il padre Giorgio aveva preso il cognome Macchia, in un documento fabbricato a Pescara). «Vivere la discriminazione», ha chiosato Modigliani, «come la normalità. La guerra non porta solo morti, ma mutilati, fame, cibo razionato. Paradossalmente gli ebrei, che non facevano servizio militare, avevano sofferto meno per la guerra». «Oggi non ci rendiamo conto dei vantaggi della pace, ma con il fascismo si passava da una guerra all’altra» ha rimarcato Fano davanti agli studenti mentre sullo schermo alle sue spalle venivano proiettati i i documenti falsi della loro famiglia, la tessera annonaria, la pagella di scuola. Una pagella normale, dove accanto ai voti c’era l’indicazione “razza ebraica”. Nel suo saluto il sindaco Luciano Di Lorito ha invitato il circolo didattico a organizzare delle gite anche per gli studenti. «La storia», ha detto «è fatta anche di luoghi fisici. Nel giorno della memoria si ricordano momenti anche cruenti, però è importante farlo». Questa mattina, alle 11, l’evento si ripeterà per altri studenti del Circolo didattico.