La Soget e le multe non pagate: il Comune indichi i politici sospetti

17 Febbraio 2015

Interrogazione di M5S sul caso Sospiri, la società di riscossione risponde nella seduta a porte chiuse Il consigliere regionale: forniti documenti sul mio pagamento. I grillini insistono: chiarezza sui crediti

PESCARA. Il consiglio si è riunito in seduta segreta, è tornato a chiudere le porte com’era accaduto nel settembre 2013 quando i politici trattarono nel segreto il caso di un consigliere accusato di essersi intrufolato nell’ufficio di una funzionaria. E’ stata l’interrogazione dei grillini sui crediti inesigibili e, di rimbalzo, quindi sulle multe non pagate e poi rateizzate dal consigliere regionale Lorenzo Sospiri a far chiudere le porte dell’aula su richiesta del consigliere di Forza Italia Marcello Antonelli. Sollecitazione accolta con seguito di polemiche: quelle dei grillini perché «è stata persa un’occasione di trasparenza» e quelle di Sospiri, dello stesso partito di Antonelli, che avrebbe preferito trattare la questione alla luce del sole: «E’ stato un errore».

Il consiglio diventa segreto. Antonelli si è appellato all’articolo 43 del regolamento comunale che recita: «L’adunanza del consiglio comunale si tiene in forma segreta quando vengono trattati argomenti che comportano apprezzamento della capacità, moralità, correttezza o sono esaminati fatti e circostanze che richiedono valutazioni delle qualità morali di un consigliere». Esaminata la questione il presidente del consiglio Antonio Blasioli ha ritenuto che il caso rientrasse nell’articolo 43 ordinando così la chiusura delle porte. Quindi, nell’aula, il botta e risposta: prima i consiglieri del M5S Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo hanno letto l’interrogazione e poi l’assessore Bruna Sammasimo la risposta scritta della Soget. Pochi minuti e le porte si sono riaperte.

La Soget: dateci una lista e verificheremo. “Indicateci i nomi delle persone che hanno goduto della revoca del pignoramento e verificheremo”: sarebbe stata questa la risposta della società di riscossione al punto in cui i grillini chiedevano di elencare i consiglieri a cui era stato revocato un pignoramento. Ma la società, ricordando la norma che tutela la privacy, avrebbe rimandato la questione all’amministrazione chiedendo al Comune di fornirgli la lista dei nomi da verificare. Nella missiva inviata ci sarebbe stata, poi, la ricostruzione del caso che riguarda Sospiri: l’illustrazione delle multe non pagate, il motivo del pignoramento e della revoca per un presunto vizio formale e la richiesta di dilazione da parte del consigliere per pagare a rate i circa 10mila euro. Acqua passata, così, per Sospiri, che dopo la seduta ha commentato: «Così è stato chiaro a tutti. I documenti ufficiali della Soget hanno fornito puntuale risposta, smontando ogni illazione e vano tentativo per giustificare l’esistenza politica di un gruppo consiliare, di speculare cercando ciò che non c’è».

Sospiri: errore le porte chiuse. E il riferimento è ai grillini accusati da Sospiri di aver chiesto delucidazioni sul suo caso e non su un argomento più urgente quale quello dei crediti inesigibili. «Adesso è acclarato che ricevuta un’esorbitante cartella mi sono recato alla Soget e il 4 dicembre ho fatto istanza rateale di pagamento».

I grillini: nessuna risposta sui crediti inesigibili. Era un’interrogazione ad personam? No, per i grillini, e quindi il consiglio doveva celebrarsi a porte aperte. «Abbiamo posto domande sulle procedure adottate dalla Soget per la riscossione o meno dei crediti che il Comune deve ancora ottenere», spiegano. «Il riferimento a Sospiri è solo legato al fatto che rappresenta un esempio sui quali è necessario assolutamente fare chiarezza». Ma su un punto concordano – anche se con motivazioni diverse – i grillini e Sospiri: il consiglio doveva celebrarsi a porte aperte. «Si è persa un’altra occasione di trasparenza. Chiediamo di conoscere i dati sui crediti inesigibili dal 24 dicembre scorso», dicono i grillini mentre Sospiri conclude: «E’ stato un errore aver segretato la seduta perché questa brutta figura rimediata dai grillini era meglio fosse pubblica. Possiamo sapere perché non si sono preoccupati di conoscere a chi sono stati cancellati i milioni e milioni di euro di crediti dichiarati inesigibili?».

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