La Sorda tra piatti e dischi: balli scatenati per dieci anni

PESCARA. «È stato il momento più luminoso per il mondo delle discoteche a Pescara». Ne è convinto Marco La Sorda (nella foto), dj resident alla Fabbrica in tutto il decennio della Localbus, dal 1996...
PESCARA. «È stato il momento più luminoso per il mondo delle discoteche a Pescara». Ne è convinto Marco La Sorda (nella foto), dj resident alla Fabbrica in tutto il decennio della Localbus, dal 1996 al 2006. «La gente veniva a ballare e basta. Non c’erano cene spettacolo o altro che distraeva. Era davvero un punto di incontro. Quello che mi rimane impresso è la necessità che c’era di andare in quel luogo perché era importante per socializzare, per relazionarsi, per conoscersi. Oggi con i cellulari tutti sanno tutto di tutti, ma alla fine nessuno si parla, si incontra. Nelle serate di adesso», continua La Sorda, ancora dj attivissimo a Pescara, «se un momento non viene fotografato sembra che non venga vissuto. All’epoca vivevamo momenti pazzeschi, ma abbiamo davvero pochissime immagini». E poi la musica. Se con i live La Fabbrica ha letteralmente fatto nascere le star della canzone italiana, per la disco, era La Sorda a dettare le regole: «Il dj comprava la sua musica e i dischi avevano un costo importante, per questo i dj professionisti erano di meno. Io ho cercato di avere il mio stile», conclude, «di trovare sempre qualcosa di nuovo, anche andando fuori, a Riccione, a comprare le novità». (m.pa.)

