La sorella in lacrime «Era un angelo»
«Era un angelo. Aliona non litigava con nessuno: era pronta ad aiutare tutti. Non diceva mai di no: era troppo buona, aveva tantissimi amici, tutti la amavano. Quando in Moldavia c’è stato il...
«Era un angelo. Aliona non litigava con nessuno: era pronta ad aiutare tutti. Non diceva mai di no: era troppo buona, aveva tantissimi amici, tutti la amavano. Quando in Moldavia c’è stato il funerale, l’intera città è venuta a salutarla». Così Natalia, la sorella di Aliona, ha parlato durante il processo di primo grado. «Eravamo tanto legate, stavamo sempre insieme. Mi manca ogni cosa di lei: anche quelle piccole, come andare a fare la spesa. Ci raccontavamo tutto: tra noi non c’erano segreti». L’aggressione è stata l’atto finale di un atteggiamento ossessivo da parte di Roland Bushi. «Lei non aveva paura, ma lui la infastidiva: troppe chiamate, troppi sms. Lui voleva stare con lei, ma Aliona lo rifiutava sempre. Non poteva neanche telefonare a un’amica per un saluto perché il cellulare squillava in continuazione. Mia sorella non rispondeva quasi mai. E quelle poche volte che lo faceva, gli diceva di lasciarla in pace».

