La spesa? Di notte costa meno: così si evita lo spreco di cibo

6 Febbraio 2020

Inaugurata ieri a Pescara la App che consente l’acquisto a pochi euro degli alimenti invenduti nei locali Già dieci gli esercenti entrati nella rete, tra cui Berardo e Osteria 1000: «Nei box solo prodotti freschi» 

PESCARA. Il cibo fresco avanzato perché invenduto, in alcuni bar, ristoranti, pizzerie della città, non verrà più buttato. Ma acquistato di notte a pochi spiccioli, portato a casa per essere consumato o donato ai poveri.
Contro lo spreco alimentare è arrivata anche a Pescara la App “Too Good To Go” attraverso la quale chiunque può comprare gli alimenti che a fine giornata non sono stati ceduti alla clientela nei locali della ristorazione. Lo scopo è evitare che vengano gettati via nei cassonetti. Un tempo, quando mordeva la fame nera, si diceva che sprecare era peccato. Oggi che il cibo è più alla portata di tutti, lo spreco resta comunque peccato. Un peccato universale, a giudicare dai numeri, 15 miliardi di euro il costo dello spreco annuale, resi noti ieri, nella Giornata nazionale che sensibilizza il problema. La App nata in Danimarca cinque anni fa, è approdata in Italia circa un anno fa con 14 città coinvolte nell’iniziativa, solo da poche ore approdata in Abruzzo e a Pescara dove il progetto sarà ufficializzato a marzo.
Ma intanto sono già una decina (l’obiettivo dell’azienda danese è arrivare a 60) gli esercenti che già sono entrati nella rete.
Al bar Berardo il progetto è stato inaugurato ieri. Entusiasta il direttore del locale, Achille Salerno: «Abbiamo appena aderito a questa fantastica iniziativa in cui crediamo molto», spiega l’imprenditore, «prevediamo in breve tempo di abbattere lo spreco nel campo della ristorazione». E va nei dettagli, Salerno: «Abbiamo una serie di prodotti freschi, cornetteria, salati, dolci, mignon, paste, sandwich, che ogni sera siamo costretti a gettare nell’immondizia perché per questioni organizzative non riusciamo a donare alle associazioni e quindi rimangono invenduti. Ogni volta dai 30 a 60 pezzi rimangono nei banchi, per un valore di una quindicina di euro che sulla App mettiamo in vendita a 5 euro, l’intero blocco».
Cosa succede, dunque. Che chi si collega alla App dopo la mezzanotte (gli orari sono variabili da locale a locale) può trovare i prodotti di Berardo, e degli altri esercenti pescaresi convenzionati, a prezzi stracciati, ma con la stessa bontà e freschezza del mattino.
«Noi creiamo dei piccoli box con la merce dentro a prezzi dimezzati», spiega il direttore dello storico bar di corso Umberto, «e aspettiamo che arrivi la prenotazione» dell’utente che però ignora, non ha possibilità di vedere attraverso la App, quali alimenti siano contenuti di volta in volta nei “magic box” così si chiamano tecnicamente i contenitori, pronti per essere smerciati. Chi prima prenota e paga con carta di credito o Paypal, si aggiudica il bottino. All’utente appaiono sulla App solo gli elenchi delle attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Tra queste vi è anche l’Osteria numero 1000, diretta da Luca Viola, che da sette mesi è entrato nel sistema. «Siamo stati i primi a Pescara», precisa il ristoratore, «sta andando molto bene, in questo lasso di tempo abbiamo venduto un centinaio di magic box a cinque euro. Tra i clienti molti studenti universitari e gente che acquista per donare ai poveri. A noi esercenti rientrano 3 euro e 35 per ciascuna vendita che recuperiamo solo dopo tre mesi, 335 euro in sette mesi. Non si fanno soldi, ma neppure si spreca il cibo. Alla fine vinciamo tutti. Oggi (ieri) ho venduto pollo con patate. Solitamente avanza pasta al forno, spezzatino di carne, pane, dolci».