La stagione parte, ma in ritardo I balneatori: perso già un mese

Gli operatori del mare assicurano: «Sarà una bella estate». Tante le novità e per tutti i gusti C’è chi ha realizzato la nuova piscina e chi propone l’apertura h24. E chi fa della tradizione un vanto
PESCARA. Caldo, mare, sole, voglia di tintarella. Esplode l’estate dopo settimane di maltempo. Pioggia e giornate uggiose partite col 4 di aprile “brillante” che quest’anno è durato «un po’ troppo» a detta di tutti, hanno messo in ginocchio gli operatori balneari che avevano deciso di aprire i battenti in anticipo rispetto all’avvio di stagione tradizionale, il 1° giugno.
Complice il primo sprazzo di sole di marzo, i titolari dei lidi della riviera nord pescarese hanno cominciato a spolverare i lettini anche prima di Pasqua. Ma l’entusiasmo iniziale ha subìto una battuta d’arresto con l’avvio del cattivo tempo che ha fatto scendere le temperature a livelli invernali. Una beffa per i balneatori che già pensavano a una lunga stagione calda e scoppiettante e per l’utenza del mare che già si immaginava l’abbronzatura fuori stagione.
«Stiamo un mese indietro con gli incassi e quelli non li recupereremo mai più» fanno due conti al lido San Marco, Antonio e Gaspare Sebastiani, padre e figlio, che però si fanno passare subito i malumori e rilanciano: «Questa sarà una bella estate dance a bordo piscina con serate latino ogni martedì, giovedì, venerdì e la domenica si comincia a ballare alle 18». Un successo in crescendo dal 1972 e un sogno a lungo inseguito e realizzato quest’anno passata la paura della scure Bolkestein : la piscina di 14 metri nuova di zecca e con acqua cristallina di fresca inaugurazione. A papà Antonio, fondatore dello stabilimento, brillano gli occhi. Lui sa quanta fatica c’è voluta per raggiungere quel traguardo. Perciò la foto la vuole quasi a pelo d’acqua col figlio sottobraccio e la nuora, Silvia Mattioli. Poi la rivelazione, quasi sussurrata: «La gente viene al mare e ci chiede la piscina perché non si fida troppo del mare che quest’anno, però, parte bene». I dati dei rilevamenti dell’Arta oscillano sempre, inseguono i cambiamenti climatici e seguono i capricci di un porto canale perennemente insabbiato e torbido. È questa, la grande vergogna di una città di mare che ha ambizioni turistiche forti, ma che non riesce a ripulire il fiume da fanghi e detriti.
Al Tartarughino, Anna Di Giambattista, moglie del titolare Gianni Di Francesco (ex Pepito), va a mille. Lo stabilimento resterà aperto giorno e notte e le cose da preparare sono tante. La signora risponde al telefono, impartisce ordini e distribuisce ai primi clienti corni rossi con i brillantini provenienti direttamente da Capri, meta preferita delle vacanze della coppia.
«Mia moglie è così, un vulcano di idee e poi si prende tutti i meriti» scherza Di Francesco mentre mostra il cornetto rosso: «Ogni anno facciamo un regalo di benvenuto ai nostri clienti, pochette, infradito, accappatoi. Quest’anno abbiamo scelto il corno per invocare la buona stagione dopo il cattivo tempo di queste settimane che da una parte ci ha danneggiati, dall’altra ci ha caricato a pallettoni perché in questi giorni grigi ne abbiamo approfittato per mettere a punto il calendario eventi della stagione». E che cosa succederà al Tartarughino, ex Eriberto, questa estate, che si spera bollente? «Che resterà aperto h24, notte e giorno, non ci fermeremo mai. Mare di giorno e tornei di tennis ed happy hour a tutte le ore in spiaggia con serate evento a sorpresa. Questa è la nostra tradizione da sempre, comunque» precisa Di Francesco, «nel nostro stabilimento i clienti vengono d’inverno a fare l’elioterapia». Quindi, avanti a tutto gas: «Sì, cornetto in mano e buona fortuna a tutti. Pescara ne ha bisogno».
Il punto di forza del Traghetto è lo stile vintage. La tradizione, è «il marchio di famiglia». Dal 1974 la gestione di Renata De Rugeriis con mamma Riva Peverino, ha subìto pochi cambiamenti. Quelli «necessari» che tanto piacciono a «una clientela fedele da 45 anni. Qui si mangiano le pizze fatte come a casa e si sorseggia l’aperitivo sul terrazzo guardando il mare, guardi che meraviglia» ci delizia Renata che guida il lido insieme ai figli, Roberto, Antonio e Renato. Mostra una foto d’epoca con «zì Umberto che mette a posto gli ombrelloni». Erano una decina nel 1976, oggi sono oltre 500 con le palmette. Il Traghetto punta agli eventi sportivi con i corsi di beach volley curati dal direttore tecnico Simone Di Tommaso. Paola Di Blasio, sorella di Stefania del Samboa, è una cliente storica del Traghetto: «Qui sto bene, non c’è caos e l’ambiente è familiare».
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