La storia, dai botti ai missili

Nata nel secolo scorso come piccola fabbrica di fuochi pirotecnici
CASALBORDINO. Dai fuochi pirotecnici per la Madonna dei Miracoli di Casalbordino ai missili e le granate da guerra. La storia della Esplodenti Sabino ha radici antiche che risalgono al secolo scorso. Una foto in bianco e nero, scattata in quella che era una piccola fabbrica di spari per le feste di paese, lo documenta anche in questi giorni in cui l’azienda, diventata negli anni leader nel delicato settore dello smaltimento di munizioni belliche, piange altri tre operai, morti tragicamente a tre anni dalla prima strage che, allora come adesso, fece tre vittime. Ma torniamo più indietro nel tempo. Era il 1972, quindi più di mezzo secolo fa, quando la Esplodenti Sabino, da ditta individuale fondata dal Cavaliere Sabino Salvatore, veniva trasformata in Società a responsabilità limitata e cominciava a produrre polvere nera, dinamite ed esplosivi per uso civile. Poi il cambio di passo con le prime esperienze di demilitarizzazione di proiettili di piccolo calibro, fino ad arrivare all’apice di un settore che viaggia insieme all’industria bellica, di cui rappresenta un particolare indotto. Tutti i tipi di munizionamento convenzionale, bombe d’ aereo, sistemi d'arma, razzi, mine navali, e altro, fino a pochi giorni fa, alla Sabino, venivano demilitarizzati «nel pieno rispetto delle normative vigenti», sottolinea l’azienda nel suo sito internet aggiungendo che: «Il 95 per cento dei materiali recuperati dalla demilitarizzazione viene (o veniva, ndr) riutilizzato in campo civile». (l.c.)

