La stretta dei sindaci: «Controlli e mascherine per blindare il Natale»

Ferrara (Chieti): test anche ai vaccinati che vanno al cinema E Biondi (L’Aquila) chiede l’obbligo di vaccinazione per tutti
Sono le quattro città abruzzesi più colpite dal Covid da inizio dicembre. Insieme mettono insieme più di 1.300 casi in sole tre settimane, oltre un quinto di quelli registrati in tutta la regione nello stesso periodo. Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila: il Covid è tornato a colpire con intensità i 4 capoluoghi di provincia, che stanno preparando una stretta sui controlli e le restrizioni anti-Covid in virtù dell’arrivo delle festività, in attesa del nuovo giro di vite che dovrebbe arrivare dal governo nella giornata di oggi.
PESCARA, CARLO MASCI
È la città con più contagi in Abruzzo (oltre 500 dall’inizio del mese), ma secondo il sindaco Carlo Masci c’è una spiegazione: «È normale che nelle città più popolose, in questa fase, ci siano più casi. Sono preoccupato ma con raziocinio, ed è per questo che abbiamo imposto l’obbligo di mascherina nelle zone del centro e della città col più alto rischio di assembramenti. Perché non in tutta la città? C’è già una norma che impone, nel caso in cui non si riesca a garantire il metro e mezzo di distanza, di indossarla per forza, ma bisognerebbe rispettarle queste norme». Sarà un Natale caratterizzato dai controlli: «Certamente, questura e prefettura stanno facendo un lavoro intenso e capillare sui controlli. Ciò che mi preoccupa sono le feste private, ma lì è più difficile attuare controlli». Secondo gli esperti, la risalita dei contagi è dovuta principalmente alla diffusione del virus nelle scuole e qualcuno sta già ventilando l’ipotesi di far slittare il rientro in classe dopo le vacanze. «Sono stato il primo a chiudere le scuole quando arrivò la variante inglese. Se si tratta di prendere decisioni forti per bloccare il virus, siamo pronti a farlo». E sulla possibilità di costringere anche vaccinati e guariti a fare un tampone per entrare nei cinema, nei teatri o negli stadi, Masci non si tira indietro: «Sono gli esperti a dover guidare le decisioni dei politici e io mi adeguerò».
CHIETI, DIEGO FERRARA
Mascherine all’aperto su tutto il territorio comunale, controlli a tappeto e stretta sulla movida. È la ricetta del sindaco Diego Ferrara per frenare la risalita dei contagi a Chieti, che ormai hanno ampiamente sforato quota 300 a dicembre. «Avevamo previsto che la situazione sarebbe peggiorata ed ecco perché ho imposto l’obbligo di mascherina all’aperto», spiega Ferrara, che poi commenta anche le riflessioni del governo sulla possibilità di accorciare la durata del Green pass da 5 a 7 mesi: «I dati che ci arrivano dicono che la variante Omicron rende la seconda dose insufficiente e per questo credo sia opportuno un giro di vite». Anche un eventuale ritorno in lockdown sarebbe accolto con la giusta consapevolezza: «Per stare qualsiasi misura, ovviamente ponderata e decisa dal comitato tecnico scientifico, sarebbe accolta con consapevolezza». Sulla necessità di sottoporre vaccinati e guariti dal Covid ad un tampone prima di entrare in cinema, stadi e teatri, Ferrara è più netto: «Lo dico da tempo e sarebbe l’ideale, soprattutto nelle attività conviviali, dove ci sono tante persone e sono più difficili da controllare».
TERAMO, GIANGUIDO D’ALBERTO
Teramo occupa il terzo posto nella triste classifica dei comuni abruzzesi con più di dieci casi rilevati dal 1° dicembre. Da alcune settimane è anche la provincia con l’incidenza settimanale di contagi più alta. Un insieme di fattori che ha spinto il sindaco Gianguido D’Alberto ad imporre l’obbligo di mascherine nelle vie del centro storico. «Noi sindaci siamo costretti ad adottare misure specifiche per prevenire la diffusione del Covid, ma io credo che, ad esempio, sull’obbligo di mascherine all’aperto, sia opportuno avere regole uniformi». Sui tamponi ai vaccinati, il sindaco D’Alberto solleva anche un altro tema. «Dobbiamo rispondere all’incremento dei contagi ed è ovvio che siamo pronti ad adeguarci alle misure. Al tempo stesso non bisogna far passare il messaggio che il vaccino non funziona».
L’AQUILA, PIERLUIGI BIONDI
Anche all’Aquila i contagi sono in aumento e il sindaco Pierluigi Biondi, che attende ancora di negativizzarsi dopo aver contratto il Covid, in forma asintomatica, lancia l’appello: «Per uscirne fuori da questo incubo, bisogna imporre l’obbligo vaccinale. Bisogna assumersi la responsabilità di far vaccinare tutti, altrimenti non ne usciremo mai».

