«La sua ristorazione ha creato l’identità di una città»

14 Maggio 2017

«Da Duilio si mangiava d’incanto. Indimenticabili le scorpacciate di carciofi fritti e chitarrina di pesce, un ristorante storico che chiude fa sempre male, è come far morire un pezzo della città»....

«Da Duilio si mangiava d’incanto. Indimenticabili le scorpacciate di carciofi fritti e chitarrina di pesce, un ristorante storico che chiude fa sempre male, è come far morire un pezzo della città». Gemma Andreini , signora del Soroptimist e presidente regionale della commissione Pari opportunità è stata un’assidua frequentatrice della locanda di Duilio Di Iulio, cosi come Paola e Piero Barbuscia, Patrizia e Piero Sideri. «Duilio», ricorda Andreini, «è sempre stata una persona riservata e anche un po’ burbera, ma non c'è pescarese che non abbia conosciuto la sua cucina, talvolta un tantino costosa. Ho amato meno la versione nouvelle cuisine, preferivo i piatti della buona e antica tradizione consumati in quel piccolo localino di via Firenze dall'arredamento semplice che ha scritto la storia, un tipo di ristorazione che ha creato l'identità di una città». (c.co.)