La sua terra come una galleria diffusa

17 Settembre 2014

Millecinquecento opere donate o affidate in comodato gratuito, quattro musei creati ex novo, altri cinque musei beneficiati da donazioni e un intero paese, Tornareccio, trasformato in una maxi...

Millecinquecento opere donate o affidate in comodato gratuito, quattro musei creati ex novo, altri cinque musei beneficiati da donazioni e un intero paese, Tornareccio, trasformato in una maxi galleria all’aperto con l’affissione di 80 mosaici. Alfredo Paglione ha trasformato l’Abruzzo in un museo diffuso, dove ammirare le opere dei maggiori maestri dell’arte contemporanea. Ma se dal 1994 sono iniziate le donazioni, dal 1997 Alfredo e Teresita Paglione hanno organizzato in Abruzzo mostre permanenti e concorsi giunti, nel caso di “Un Mosaio per Tornareccio”, all’8ª edizione. Ricordiamo “Nel segno dell’immagine”, mostra permanente al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova (1997); “Mediterrània”, a Palazzo D’Avalos di Vasto (2002); “I Promessi Sposi”, mostra permanente dei 58 acquerelli di Sassu alla Fondazione Carichieti di Chieti (2003); “Arte per immagini. Da De Chirico a Lopez Garcia”, al Museo Costantino Barbella di Chieti (2004); “Roberto Carroll” al Museo Michetti di Francavilla (2005); “Sassu futurista” con 72 opere di Aligi Sassu alla sala Gambacorta della Banca di Teramo fino all’ultima mostra aperta al Palazzo Cesi dell’Università d’Annunzio di Chieti su “Aligi Sassu. L’immagine della parola” nel centenario della nascita dell’artista (2012).