La tazzina di caffè e la piazza si riempie

19 Maggio 2020

TERAMO. Accarezza l’anima e disegna ricordi nell’aria: il primo caffè al tavolino di un bar. Perché lo sapevamo tutti che la vita è un attimo, ma ora che non ce lo scorderemo (almeno per un po’)...

TERAMO. Accarezza l’anima e disegna ricordi nell’aria: il primo caffè al tavolino di un bar. Perché lo sapevamo tutti che la vita è un attimo, ma ora che non ce lo scorderemo (almeno per un po’) niente è più scontato. E allora oggi che il metro è diventato il personale raggio delle nostre immaginarie circonferenze e che serve la giusta distanza (anche dalla paura) la normalità è la mascherina, lo sguardo sul Duomo, il brusio di una piazza, le voci, l’immagine lontana di una assolata mattina di vacanza con figlio e marito che riaffiora e non mi lascia.
Un colpo al cuore come per Carlo, 75 anni. Quando poco dopo le 8.30 arrivo al Caffè Des Artistes, in piazza Martiri della Libertà, lui la sua quotidianità se l’è già ripresa. «Sono uscito presto», mi dice lo sconosciuto pensionato dell’altro tavolo rigorosamente distanziato, «perché volevo prendere il caffè seduto, guardare questa bella piazza, ammirare il nostro Duomo e sentire i rumori. Anche lei, vero, signora?». Sì, anche io. Perché è vero che i giornalisti, come tantissimi altri, non si sono mai fermati, ma oggi che tutto è così scombinato anche i dettagli fanno la differenza tra il prima e il dopo. È cambiata la scansione del tempo, lo sguardo del prossimo, gli orizzonti quotidiani. Quello che, appena tre mesi fa, era lontano, altrove, è arrivato con la violenza dirompente dell’inevitabilità a cambiarci per sempre. «Chi ce lo doveva dire che anche noi avremmo portato la mascherina», mi dice ancora Carlo deciso a riprendersi fino in fondo la sua quotidianità proprio dalle quattro chiacchiere al bar, «sembra passato un secolo e invece sono trascorsi solo pochi mesi da quando vedevamo in televisione le immagini della gente di Wuhan con le mascherine, poi le strade deserte, i morti. Ci sembrava che qui non dovesse mai succedere e invece eccoci a ripartire da una tazzina di caffè». Con l’igienizzante che arriva con lo scontrino. Dopo il rifugiarsi in baricentri domestici più intimi e più saldi abbiamo imparato molto, ma dovremo imparare ancora tanto. E anche se ci vorrà tempo per scambiare questa fine con un nuovo inizio siamo diventati tutti più sensibili a quello che sentiamo simile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA