La telefonata di Gabriele al Coc Baldacchini: nessuno m’informò

4 Dicembre 2018

PESCARA. «Il dottor Baldacchini non è mai stato informato da alcuno, nè quel 18 gennaio 2017 nè successivamente dopo il fatidico evento, della chiamata di richiesta di aiuto del signor Gabriele D’Ange...

PESCARA. «Il dottor Baldacchini non è mai stato informato da alcuno, nè quel 18 gennaio 2017 nè successivamente dopo il fatidico evento, della chiamata di richiesta di aiuto del signor Gabriele D’Angelo; il dottor Baldacchini non conosce neppure il nominativo dell’operatore che prese la chiamata del D’Angelo Gabriele, ed è venuto a conoscenza di quella telefonata, peraltro mai ricevuta sul numero telefonico del centralino del Coc di Penne, ma su quello privato dell’operatore della Croce Rossa che prestava servizio quel giorno del 18 gennaio 2017, a distanza di oltre un anno».
La precisazione arriva dall’avvocato Donatella Laureti, per conto di Antonio Baldacchini, quel 18 gennaio responsabile del Coc di Penne, citato negli articoli del Centro del 28 e del 29 novembre scorsi in relazione alla vicenda delle richieste di aiuto, inascoltate, del cameriere del resort Gabriele D’Angelo che la mattina del 18 gennaio chiamò prima il Coc di Penne e poi la Prefettura. In entrambi gli articoli sul nuovo filone di indagine avviato dalla Procura sulla base di quando emerso dall’analisi del telefonino di D’Angelo e dalle telefonate fatte prima di morire sotto la valanga con le altre 28 vittime, si fa riferimento alla testimonianza resa ai carabinieri forestali dal volontario della Croce Rossa, amico di D’Angelo, che dal Coc di Penne prese la telefonata del cameriere che chiedeva l’evacuazione dell’hotel. Una richiesta che risultava sul brogliaccio del Coc senza però il nome dell’operatore a cui invece, dopo mesi, sono riusciti a risalire i carabinieri forestali facendosi raccontare se, e a chi, quel giorno, l’operatore riferì della chiamata di D’Angelo. Ed è proprio quello che ha raccontato il giovane agli investigatori, e che il Centro ha riportato, che Baldacchini contesta e rettifica per conto del suo legale.
Oltre a precisare che non era il “supervisore”, come dichiara il volontario della Croce Rossa, l’avvocato Laureti ribadisce: «Non è assolutamente vero, ed anzi è falso, che l’operatore che ha dichiarato di avere ricevuto la chiamata avrebbe riferito al Baldacchini e, successivamente, annotato su una richiesta, la telefonata di Gabriele sul brogliaccio delle chiamate. Ne’ è vero che Baldacchini gli avrebbe risposto che se ne sarebbe dovuto occupare il Coc di Farindola e che non era di sua competenza. Nella sua qualità di responsabile del Coc del Comune di Penne, Baldacchini aveva più volte e prontamente denunciato alle autorità competenti la difficile situazione in cui versava il Comune di Penne, determinata dalla neve, ed aveva altresì rappresentato l’urgenza di disporre di turbine per lo sgombero delle strade».