La Toscana piange due coppie in viaggio verso le vacanze

FIRENZE. Grande commozione in Toscana, in particolare a Firenze, Arezzo e Pisa, per la morte delle due coppie di fidanzati precipitati nel crollo del Ponte Morandi di Genova. Avranno funerali...
FIRENZE. Grande commozione in Toscana, in particolare a Firenze, Arezzo e Pisa, per la morte delle due coppie di fidanzati precipitati nel crollo del Ponte Morandi di Genova. Avranno funerali separati Stella Boccia, 24 anni, e Carlos Jesus Erazo Trujillo, 27, peruviano che in Toscana aveva trovato da anni una seconda «patria».
Erano insieme nell'auto precipitata nel vuoto e rientravano dalle vacanze. La famiglia di Stella ha scelto di fare funerali privati e con rito evangelico nel tempio di Foiano della Chiana (Arezzo), quindi lontano dai funerali di Stato dedicati alle vittime a Genova. Le sue esequie si terranno in concomitanza con quelle di Genova, sabato prossimo, alle ore 15 e senza telecamere così come voluto dai familiari. Ci saranno solo parenti e amici, anche provenienti da Somma Vesuviana (Napoli), luogo di origine della famiglia prima di trasferirsi una ventina di anni fa in Toscana. La giovane riposerà poi nel cimitero di Badia al Pino (Arezzo).
Per Carlos, peruviano da tanti anni residente a Capolona (Arezzo), invece ci saranno i funerali di Stato. Carlos lavorava come cameriere in un ristorante di Arezzo a poca distanza dal negozio dove lavorava Stella. Vicinanza che era stata occasione di incontro tra i due.
Tristezza anche a Pisa, città a cui erano legati, per motivi professionali e perché lì si erano conosciuti, Alberto Fanfani, 32 anni di Firenze, e la fidanzata Marta Danisi, 29, infermiera di Sant'Agata Militello (Catania) che aveva cominciato a lavorare a Pisa prima di trasferirsi all'ospedale di Alessandria.
Ieri l'università di Pisa ha ricordato Alberto Fanfani specializzando in Medicina interna. «Alberto aveva doti umane non comuni, rappresentate da una correttezza, educazione e affidabilità fuori dal comune - dice Stefano Taddei, direttore della Scuola di specializzazione - Nonostante capacità professionali decisamente elevate, l'aspetto umano è quello che senz'altro colpiva di più in questo giovane medico ed è per questo che la sua perdita è una tragedia ancor più grande».

