«La Tradeco non paga e ci fa lavorare al freddo»

I dipendenti chiedono i salari arretrati da dicembre e soprattutto le tute da lavoro invernali che attendono da quattro mesi. Strade e piazze sommerse dal pattume
MONTESILVANO. La stagione più fredda dell’anno sta ormai per finire e loro aspettano ancora l’abbigliamento invernale che l’azienda dovrebbe fornirgli. Per questa ragione 43 dipendenti su 47 della ditta Tradeco – due di loro sono stati precettati mentre altri due hanno deciso di non aderire allo sciopero – ieri mattina si sono astenuti dal lavoro, dalle 6 a mezzogiorno, per manifestare tutto il proprio malcontento.
Gli operai, tutti appartenenti alle sigle sindacali Cgil, Fiadel e Ugl, hanno così affollato il piazzale antistante la rimessa dei mezzi in via Inn, zona industriale della città, per far sentire la propria voce, con buona pace dei cittadini costretti per un giorno a convivere con strade sporche e cassonetti stracolmi di rifiuti. «Oggi scioperiamo», spiega Diego Giampietro, della Fiadel, anche a nome dei colleghi delle altre sigle sindacali che sostengono l’iniziativa, «perché siamo quasi a metà febbraio e non abbiamo ancora ricevuto dalla ditta l’abbigliamento invernale e i dispositivi di protezione individuale. Eppure la richiesta è stata presentata lo scorso ottobre, ma a quanto pare quattro mesi non sono stati sufficienti per andare incontro alle esigenze dei lavoratori».
Nel corso dei mesi più freddi dell’anno, i dipendenti montesilvanesi della Tradeco sono stati costretti a utilizzare un abbigliamento non adeguato alle basse temperature, circostanza resa ancora più grave dal fatto che il lavoro di raccolta dei rifiuti e di spazzamento delle strade viene fatto dalle prime luci dell’alba, quando le temperature sono ancora più rigide. Una situazione, quella della mancata consegna dell’abbigliamento, che accresce il malcontento degli operai costretti, da 24 mesi, ossia dall’avvio dell’appalto, a subire anche il pagamento a singhiozzo degli stipendi. Situazione mortificante che ha visto i lavoratori e i loro rappresentanti bussare molte volte a palazzo di città per chiedere un intervento dell’amministrazione comunale. Nei mesi scorsi, il caso Tradeco è approdato anche sui tavoli della prefettura di Pescara ma neppure questo è servito a modificare minimamente le difficili condizioni di lavoro e le modalità operatiove di una ditta, la Tradeco, che continua a liquidare i salari con scarsa puntualità. «Siamo ancora in attesa», prosegue Giampietro, «della paga di dicembre, che avrebbe dovuto essere pagata il 15 gennaio. Tra meno di una settimana, ci spetta la mensilità di gennaio». Quanto alla tredicesima, versata con puntualità solo al 50%, è stata saldata appena quattro giorni fa, secondo quanto riferiscono gli stessi dipendenti.
Intanto, mentre in via Inn era in corso la protesta dei lavoratori, in città i cassonetti traboccavano di rifiuti, anche a pochi passi dalle scuole, come ad esempio a Villa Verrocchio, o in piazza Diaz, dove il pavimento è coperto di coriandoli, stelle filanti, bicchieri e rifiuti lasciati in strada dopo la festa di Carnevale di domenica.
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