La truffa del resort, i pescaresi imputati vogliono patteggiare

I due promotori finanziari presentano una nuova istanza Il racconto di un pensionato: ho perso i risparmi di una vita
PESCARA. Chiedono di patteggiare i due promotori finanziari pescaresi accusati di essere coinvolti in una maxi truffa internazionale, hanno presentato un’istanza di patteggiamento al Tribunale di Busto Arsizio in composizione collegiale. Lo avevano già fatto nei mesi scorsi ma il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato la richiesta. E ora ci riprovano. Nei giorni scorsi i difensori dei due hanno chiesto, nell’ambito del giudizio immediato, una pena di due anni e 10 mesi per il primo, con la restituzione di quanto sequestrato non sottoposto a confisca obbligatoria, e di tre anni per l'altro. Una richiesta di patteggiamento è stata formulata anche per gli altri due imputati e cioè C.B., un altro promotore finanziario, e D.G., accusato di essere a capo dell’organizzazione.
Nell’ambito della stessa udienza è stata presentata dai legali di diverse parti civili la richiesta di conversione del sequestro preventivo in sequestro conservativo, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento diretto in favore delle costituite parti civili.
I due pescaresi, con gli altri due imputati, sono stati arrestati a gennaio dell’anno scorso - insieme ad altri tre indagati - dalla Guardia di finanza di Varese che ha anche eseguito sequestri di beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 18 milioni di euro. Per la Procura di Busto Arsizio sarebbe stata messa in piedi un’organizzazione criminale internazionale che avrebbe indotto i risparmiatori e gli investitori di tutta Italia ad impegnare delle ingenti somme di denaro in un progetto immobiliare denominato Puerto Azul per la realizzazione di un complesso turistico extralusso 8 stelle in un atollo al largo delle coste del Belize. Si sarebbe trattato solo di «un castello truffaldino», come dissero all’epoca i finanzieri, e gli indagati avrebbero reso il tutto credibile con «roboanti eventi propagandistici» e il coinvolgimento di star di Holliwood e artisti internazionali che sono state usate come ambasciatori del progetto. Con questa strategia sono state raccolte decine di milioni di euro. Agli investitori venivano prospettati dei guadagni ma «io non ho mai riavuto i 200mila euro investiti in questo progetto», dice un pensionato di 64 anni che ha perso con questa operazione «i risparmi di una vita», seguendo le indicazioni e i suggerimenti del promotore finanziario. L’uomo è una delle 5 presunte vittime abruzzesi che punta - in sede civile - ad ottenere dalle due banche coinvolte (Fideuram e Credem) la restituzione delle somme perse dai suoi assistiti. Il contratto proposto al 64enne prevedeva anche un soggiorno annuale in posti da sogno. O, in alternativa, gli era stata prospettata una rendita. Il cliente, attirato dal rendimento dell’investimento, ha versato i suoi risparmi nel 2016 e all’inizio del 2017, quando ha saputo degli arresti, ha presentato una denuncia querela. Oggi si dice «dispiaciuto e arrabbiato perché lo conoscevo da tanti anni e non avevo mai avuto problemi». Il 9 maggio la decisione sul patteggiamento.
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