La Uil contro la manovra: «È lontana dall’Abruzzo»

17 Dicembre 2022

La manifestazione regionale a Pescara e l’incontro con il prefetto Di Vincenzo Il segretario Lombardo punta l’indice contro tasse, lavoro precario e pensioni

Secondo giorno di protesta, in Abruzzo, contro la manovra del governo Meloni. Ieri mattina, in concomitanza con lo sciopero programmato a livello nazionale, a scendere in piazza, a Pescara, è stata la Uil con una manifestazione davanti alla Prefettura, a cui hanno partecipato più di 400 lavoratori provenienti da tutto il territorio abruzzese e dal Molise. Bandiere blu, striscioni e slogan contro una finanziaria considerata dal sindacato «iniqua e non espansiva».
Il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e una delegazione di manifestanti sono stati ricevuti dal prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, al quale hanno consegnato una piattaforma rivendicativa che attesta come «la manovra del Governo sia lontana dalle necessità dell’Italia e dell’Abruzzo».
MANOVRA DIVISIVA. Non solo proteste. La Uil ha elencato anche una serie di punti necessari "per raddrizzare il tiro".
«La manovra è iniqua in materia di autonomia differenziata tra le regioni», ha spiegato Lombardo, «chiediamo, a tal proposito, la cancellazione o la modifica dell’articolo 143 della legge di Bilancio poiché ogni riforma sull’autonomia differenziata non può prescindere da quanto stabilito dai padri costituenti della nostra Costituzione. Siamo per l’unità nel sociale, nell’economia, nella sanità pubblica e nella scuola. E siamo fermamente contrari ad una riforma divisiva come quella proposta dal Governo».
Secondo la Uil «nella manovra mancano le risposte necessarie per sostenere i redditi dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie per aiutare la crescita economica ed evitare la recessione». Il sindacato chiede il taglio del cuneo fiscale, la detassazione delle tredicesime e degli aumenti contrattuali oltre alla detassazione degli accordi di secondo livello. Quanto ai voucher, l’aumento a 10.000 euro e l’allargamento della platea dei prestatori rappresentano, per la Uil «un fatto gravissimo che precarizza i rapporti di lavoro. Sono necessari segnali chiari per rendere meno precario il lavoro sulla base del modello spagnolo e sancire, senza alcuna titubanza, che le assunzioni devono essere a tempo indeterminato, lasciando la regolazione della buona flessibilità di entrata alla contrattazione collettiva».
FLAX TAX E PENSIONI. Altro punto contestato è la flat tax.
«L'estensione fino a 85mila euro», dichiara Lombardo, «è contraria ai principi di progressività e di equa compartecipazione alle spese dello Stato: si farà gravare ancora di più sui lavoratori dipendenti e pensionati il carico dell’Irpef. Va ampliata la base imponibile e resa più progressiva l’imposta. Siamo contrari, inoltre, all’aumento del tetto all’utilizzo del contante e alla possibilità di poter rifiutare pagamenti elettronici fino a un certo importo: favorisce gli evasori».
Sugli extraprofitti, la Uil sostiene «la necessità della tassazione di tutte le società energetiche e non energetiche, che dalla crisi hanno tratto un enorme beneficio». Infine, le pensioni: «Il blocco della rivalutazione per le pensioni è un danno rilevante per i pensionati italiani», conclude Lombardo, «Quota 103 risponde in minima parte alle legittime aspettative di lavoratori precoci, con carriere stabili e durature e non interviene in alcun modo in aiuto delle categorie più fragili, come i lavoratori con carriere discontinue o prevalentemente part time, i disoccupati con età elevata, chi ha gravi disabilità o assiste un familiare con disabilità».
Il documento affronta, infine, la necessità di una maggiore salvaguardia e sicurezza sui luoghi di lavoro, gli obiettivi di transizione ecologica previsti dal Pnrr e gli investimenti nella scuola, nella ricerca e nella sanità, «settori strategici per lo sviluppo dell’intero Paese».