La vecchia Pescara in un video all’Aurum

16 Settembre 2019

Oggi alle 18 la proiezione del filmato con i racconti di Pietro Cascella e il contributo di ’Nduccio

PESCARA. Si intitola «Uè vitellò… Pietro Cascella: memorie della vecchia Pescara» ed è un viaggio nei ricordi del discendente della grande famiglia di artisti pescaresi.
È il video di 41 minuti che viene proiettato oggi alle 18 nella sala d’Annunzio all’Aurum, nell’ambito della rassegna “Oh… Pe’ la Majelle… Quanda cose tè Piscare” diretta da Licio Di Biase.
Realizzato in occasione degli ottant’anni di Pescara e della sua provincia da Silvano Console e Gianluca Stuard, nel video Pietro è accompagnato dalla moglie, la scultrice Cordelia Von Den Steinen.
Si parla del passato e del presente, di Basilio Cascella e di suo figlio Tommaso, pescaresi entrambi di nascita e sepolti nel cimitero di San Silvestro. E poi ricordi di Ennio Flaiano, di Gabriele d’Annunzio, raccontati dai protagonisti e commentati dalla impareggiabile voce di Claudio Capone, il grande doppiatore di Beautiful e soprattutto la voce di Quark di Piero Angela. In una suggestiva sequenza, girata in barca sul fiume con l’imprenditore Gilberto Ferri, Cascella rimpiange quando lo attraversava a nuoto per andare a seguire la Coppa Acerbo.
«“Uè Vitello’ si può definire un omaggio alla pescaresità», dice Silvano Console. «Non a caso nel racconto s’inserisce ’Nduccio, con quattro gioielli che raccontano aneddoti della vecchia città. Germano D’Aurelio è forse l’unico attuale ambasciatore della pescaresità (e quindi del nostro dialetto) nel mondo».
La prima del video si tenne il 10 marzo 2007, per l’80° anniversario della nascita di Pescara, in un teatro Circus affollatissimo. Fu presentato da una chiacchierata in palcoscenico da Pietro, con lo storico Enzo Fimiani, Gilberto Ferri, Marino Frociacchi (poeta della vecchia marina), e moderato dal giornalista televisivo Franco Farias. La scenografia di una vecchia osteria era stata allestita da Giovanni Marrone, con i camerieri della Taverna 58 che servivano lo “sciampagnino”, ossia l’aperitivo classico della vecchia Pescara: vino e gassosa.
Ricorda ancora Console: «Nei suoi commenti alla passeggiata per Pescara, Pietro, pur con molti accenti di nostalgia e amore per la sua terra natale, sfodera tutta la sua verve ironica e il suo spiccato sense of humour, tipico tra l’altro dei vecchi pescaresi, nel ricordare la vecchia Pescara e commentare quella nuova. Senza questo suo carattere e senza l’amicizia e all’intesa culturale che ci legava dai documentari Rai, sulla sua dinastia (“Il mestiere dell’arte” e “Il linguaggio della pietra”) non sarebbe stato possibile realizzare un documentario che scorre leggero e divertente come un film. Ricordo il nostro saluto, a voce o nella corrispondenza: “ad minora!”». Infine, una proposta: «“L’Aurum, oggi, riqualificato dopo tanti anni di abbandono, tra le varie cose, potrebbe essere utilizzato per contenere un museo di Pescara, che la città attualmente non possiede. Ovvero un centro di accoglienza dei sentimenti culturali della città, delle sue disarmonie di città moderna, o meglio dell’assurda armonia di sentimenti contrastanti e spesso disordinati, simbolo della forza e della vivacità di Pescara.