La vecchia scuola Muzii verso l’abbattimento

Via Caduti per Lavoro. L’edificio di proprietà demaniale è ormai fatiscente Al suo posto potrebbe sorgere un’altra sede per il Conservatorio e un’area verde
PESCARA. Abbattere l’ex scuola media Muzii di via Caduti per lavoro e realizzare una nuova struttura da destinare al conservatorio “Luisa D'Annunzio”, che sta stretto negli spazi attuali, attigui all’edificio abbandonato. Su questo progetto stanno lavorando già da un po' la Provincia, il Comune, il Conservatorio e l'Agenzia del Demanio, proprietaria dell'immobile degradato. Se n'è parlato nel corso di due riunioni, utili a fissare il percorso per portare avanti il progetto, che al momento vede tutti d’accordo.
«Il presupposto», spiega il vicesindaco Enzo Del Vecchio, «è che sono stati riaperti i termini per trasferire i beni del Demanio agli enti locali. Noi, come Comune, faremo domanda per tutti quegli edifici che si possono acquisire al nostro patrimonio (l'elenco non è ancora disponibile). Per l'ex scuola media aspettavamo quest’occasione da tempo. Ora bisogna trovare la giusta soluzione per far sì che l'immobile arrivi nella disponibilità del Conservatorio e per finanziare l'ampliamento dell’esistente. La nostra disponibilità c'è», prosegue Del Vecchio, che ricorda il «potere di pianificazione del Comune» e parla della «possibilità di agevolare le aspettative del Conservatorio, anche per aprire quella zona alle aree limitrofe. Pensiamo, cioè, di creare una osmosi con la strada parco e immaginiamo un parco e la riqualificazione di tutta la zona. Ora bisogna verificare qual è la formula migliore e cioè se il Conservatorio va trasferito al Comune o alla Provincia. Per quanto ci riguarda, regoleremo l'attività edilizia. Nessun dubbio, invece, sulla necessità di abbattere l’ex scuola, che è un rudere».
«Abbiamo la possibilità», aggiunge il presidente della Provincia Antonio Di Marco, «di ottenere gratuitamente la ex scuola Muzii per cinquant'anni. Pensiamo che sia più opportuna l’adesione da parte della Provincia, per concludere gli interventi avviati nella sede attuale del Conservatorio, Palazzo Mezzopreti, di nostra competenza. Il Miur, poi, potrebbe consentire al Conservatorio di ottenere dei finanziamenti per la riqualificazione dell'ex scuola». I tempi dell’operazione non sono chiari. «Il termine sarebbe dicembre», dice Di Marco, «ma credo che sarà possibile chiudere prima». Incrocia le dita, ma nello stesso tempo preferisce stare con i piedi per terra, Massimo Magri, direttore del Conservatorio, il quale ricorda che un’idea del genere «esiste da anni», ma fino ad ora non se n'è fatto niente. «Noi puntiamo ad accedere a finanziamenti statali e potremmo presentare un progetto esecutivo prima dell’estate».
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