La Vemac fa i conti con la crisi: si ridimensiona e taglia il personale

25 Novembre 2019

In programma una riduzione dello showroom, va in fumo l’accordo tra proprietà e sindacati Il Comune è in allarme: «Avviati 22 licenziamenti, altri 10 lavoratori saranno trasferiti in Toscana»

PESCARA. La Vemac, una delle aziende più importanti di Pescara con sedi in tutto l’Abruzzo, sta facendo i conti con la crisi dell’edilizia. La società, passata nel 2018 al gruppo modenese Eternedile, ha già avviato un piano di ridimensionamento che ha comportato licenziamenti e trasferimenti del personale. E ora i sindacati temono altri tagli.
L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dal presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, con un ordine del giorno approvato all’unanimità dall’aula con cui si invitano il sindaco e la giunta «ad assumere ogni utile e sollecita iniziativa, di concerto con le organizzazioni sindacali e con le competenti istituzioni statali e regionali, affinché vengano esperiti tutti i tentativi tesi a salvaguardare i livelli occupazionali dell’azienda».
Il Centro ha contattato i proprietari della Eternedile, la famiglia Nessi, per avere chiarimenti su ciò che sta accadendo, ma non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.
Fatto sta che sia i sindacati, che il Comune, considerano preoccupante questa situazione. I problemi, in realtà, sarebbero cominciati già nel 2018, quando c’è stata la fusione di Vemac con Eternedile. In quell’occasione, sarebbero stati licenziati subito 20 addetti nella sola sede di Pescara. «Sempre nel corso di quell’anno», ha fatto presente Antonelli, «il volume di affari della Vemac è sceso a livelli preoccupanti». Così, lo scorso luglio, la proprietà ha avviato un’ulteriore procedura di licenziamento collettivo di 22 lavoratori, di cui 18 solo a Pescara.
Ma non è finita qui. Oltre ai licenziamenti, l’azienda ha fatto partire anche le lettere di trasferimento nella sede di Poggibonsi, in Toscana, di altri 10 dipendenti. «Questi trasferimenti», ha spiegato il presidente del consiglio comunale nell’ordine del giorno, «in realtà si stanno tramutando tutti in richiesta di licenziamento da parte dei trasferiti per non perdere le agevolazioni previste dalle norme di tutela dei lavoratori».
Secondo i sindacati, questa operazione avrebbe come fine un ridimensionamento dell’azienda per arrivare a vendere solo alcuni materiali per l’edilizia, abbandonando gli arredi per il bagno, sanitari e cucine. Ma su questo non ci sono conferme. In compenso, nel luglio scorso la proprietà ha inviato un documento di sette pagine, a tutti i sindacati e all’assessorato regionale Politiche per il lavoro, in cui annunciava la riduzione del personale e le criticità rilevate tra le filiali Vemac: «Gestione del credito con un altissimo profilo di rischio che causava reali perdite annue; gestione delle politiche di vendita che generavano marginalità insufficienti a coprire la mole dei costi; contratti di locazione degli immobili a costi fuori mercato». Da qui la decisione di avviare una ristrutturazione. Lo showroom di Pescara sarà ridimensionato da 3.000 a 1.200 metri quadrati. Il 25 ottobre scorso, infine, salta l’accordo tra azienda e sindacati.
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