La villetta confiscata alla criminalità diventa la casa della solidarietà

MONTESILVANO. Da centro dell’illegalità a punto di riferimento per la solidarietà. È questa la trasformazione della villetta di via Adige riaperta ieri, con un’affollatissima inaugurazione, per...
MONTESILVANO. Da centro dell’illegalità a punto di riferimento per la solidarietà.
È questa la trasformazione della villetta di via Adige riaperta ieri, con un’affollatissima inaugurazione, per ospitare la Casa della mamma e del bambino gestita dalle Vincenziane, e l’associazione Missione Possibile. L’abitazione era stata confiscata nel giugno 2014 a una famiglia rom dopo un'ordinanza dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ed era stata poi acquisita nel patrimonio comunale nel novembre dello stesso anno. Dopo un iter complesso, la villetta è pronta per aiutare le persone in difficoltà e in particolare le mamme di bambini fino a tre anni che potranno bussare al civico 14 per ricevere vestiti, pannolini, passeggini e tutto il necessario per crescere i loro figli. All'inaugurazione hanno preso parte il sindaco Francesco Maragno e altri esponenti dell’amministrazione, monsignor Tommaso Valentinetti, il prefetto Francesco Provolo (nella foto), il presidente dell’associazione Missione Possibile Pino D’Altri, la presidentessa provinciale delle vincenziane Silvana Mantini e i tanti volontari che opereranno in stretta collaborazione con le altre realtà del territorio. Proprio nell'ottica della sinergia tra cooperative, nell'adeguamento della sede ha collaborato anche la Laad (Lega Abruzzese Antidroga). A gremire la villetta rossa di via Adige nel giorno della sua inaugurazione anche tanti residenti della zona.
«Questa casa diventerà un punto di riferimento per tutta la cittadinanza e un supporto concreto per chi ne ha bisogno», commenta soddisfatto il sindaco Maragno.
«Questo è un giorno importante per Montesilvano», sottolinea monsignor Valentinetti, «ora però dedichiamoci anche al progetto della mensa per i poveri e dell’emporio solidale per offrire un'ulteriore risposta alla città». (a.l.)

