La visita endocrinologica? Nel 2019

24 Febbraio 2018

Protesta di una donna di Città Sant’Angelo. La Asl: «Tempi brevi per le priorità»

CITTÀ SANT’ANGELO. «Per una visita endocrinologica c’è posto solo il 18 agosto 2019, all’ospedale di Pescara. A Penne, invece, c’è la possibilità di essere sottoposta ad una visita il 20 agosto 2020». È la risposta che una donna di 66 anni ha ricevuto al Cup di Città Sant’Angelo nei giorni scorsi. Ha rifiutato, non intende aspettare tutto questo tempo. E, appena avrà la possibilità, si sposterà ad Ancona, dove è stata «sempre seguita negli anni passati per questi problemi di salute e dove non ho avuto la possibilità di tornare negli ultimi due anni perché mio marito, che mi accompagnava sempre, è stato poco bene», dice. Ma la donna, che ha problemi alla tiroide da molto, ci tiene a raccontare e denunciare questo episodio. Lo fa con un certo «nervosismo» perché «è uno scandalo che accadano queste cose, in campo sanitario. Non possono invitare a fare prevenzione e poi fissare un appuntamento per il 2019. La soluzione appare una soltanto: usufruire di prestazioni a pagamento, per le quali si risolve tutto con pochi giorni di attesa. Visto che sono costretta, è quello che farò».
Ieri la Asl ha confermato che le prime date utili per una visita endocrinologica sono, in effetti, ad agosto 2019 a Pescara e nel 2020 a Penne (si è arrivati già ad ottobre) ma c’è anche la disponibilità di essere visitati a Tocco da Casauria a luglio del 2018, come hanno chiarito ieri mattina dall’Ufficio relazioni con il pubblico di Pescara. Una possibilità che non è stata prospettata alla 66enne di Città Sant’Angelo, forse perché il posto si è liberato solo nelle ultime ore o forse perché non aveva alcuna priorità indicata nella richiesta medica. «E comunque», ribatte la donna, «mi sarebbe stato impossibile raggiungere Tocco». Il Cup, spiegano sempre dall’Urp, deve prospettare la disponibilità nell’intero ambito aziendale, e quindi in tutte le strutture della Asl, e il paziente decide se accettare oppure no. Ma con il passare del tempo le date disponibili possono cambiare, perché si liberano dei posti. Quanto all’uso delle classi di priorità, che consentono di accelerare i tempi di alcune prestazioni (ma solo se c’è un requisito clinico), la Asl sta facendo opera di sensibilizzazione sui medici. (f.bu.)
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