La vita tormentata di Christopher E la sua Rosciano annulla tutte le feste

PESCARA. Seduto sulla spiaggia, sabato all’alba, vicino a un amico. È questa l’ultima foto che ha del suo Christopher. Nella casa di Villa San Giovanni, frazione di Rosciano, la nonna materna a cui...
PESCARA. Seduto sulla spiaggia, sabato all’alba, vicino a un amico. È questa l’ultima foto che ha del suo Christopher. Nella casa di Villa San Giovanni, frazione di Rosciano, la nonna materna a cui il ragazzo era stato affidato dall’età di tre anni, chiede di essere lasciata sola. È distrutta, racconta chi le è accanto e sa quanto ha lottato per quel ragazzino così esile e tormentato, cresciuto senza i genitori e con una rabbia che l’amore della nonna non è riuscita a lenire. Venerdì sera, prima ancora di ricevere la visita dei vigili urbani domenica a mezzanotte con la notizia che mai avrebbe voluto sapere, la donna era stata contattata dalla comunità di recupero di Campobasso dove Christopher Thomas Luciani, che stava scontando gli arresti per un cumulo pena per droga, non si era ripresentato. Proprio qualche settimana fa il giudice gli aveva voluto dare la chance di seguire un corso per parrucchieri. E così ogni giorno Christopher poteva lasciare la comunità e raggiungere la scuola, per poi rientrare in serata. Gli avevano dato anche un telefonino per poterlo rintracciare. Ma venerdì Christopher ha interrotto i contatti e non è tornato in comunità. Un’evasione di cui è stata messa al corrente anche la famiglia. E la nonna da venerdì ha preso a chiamare gli amici per dirgli di ripresentarsi, che non era successo niente. Un appello come quello del 31 ottobre scorso, quando sempre la nonna ne aveva denunciato la scomparsa e lui era stato trovato il giorno dopo in zona stazione, a Pescara, nello stesso posto dove domenica ha incontrato i suoi assassini. Ma vana, per la donna, si è rivelata la speranza di sabato, davanti alla foto del nipote sulla spiaggia, dove forse aveva dormito durante la latitanza.
«Fino a quando ha frequentato le scuole qui», dice affranto il sindaco Simone Palozzo, «in qualche modo era controllato, gli stavamo dietro, con i servizi sociali che seguono la famiglia da sempre». Ma da quando ha iniziato a frequentare le superiori a Pescara le cose sono cambiate, con le notti che non rientrava, le fughe, i ritorni e la nonna, sempre con il cuore in gola.
«Tutta la comunità ha cercato di regalare una vita migliore a questo ragazzo», va avanti il sindaco, «ma non ce l’abbiamo fatta». Annullata la festa di ieri a Villa San Giovanni. Solo messa e processione, l’ultimo abbraccio di Rosciano per Christopher. (s.d.l.)

