La vite centenaria che sfida il cemento da tre generazioni

17 Agosto 2016

TOCCO DA CASAURIA. Anche a Ferragosto ha voluto far visita alla vite ultracentenaria cresciuta davanti alla sua casetta di campagna, nella frazione di Santo Ienno a Tocco Casauria. Biagio Di Florio...

TOCCO DA CASAURIA. Anche a Ferragosto ha voluto far visita alla vite ultracentenaria cresciuta davanti alla sua casetta di campagna, nella frazione di Santo Ienno a Tocco Casauria. Biagio Di Florio (foto) racconta dell’affetto che hanno provato il papà e prima ancora il nonno per quella pianta che adesso presenta un fusto di oltre15 centimetri di diametro, una chioma folta ben disposta sui fili distesi sul terrazzino dell’abitazione dai quali pendono bellissimi grappoli di uva bianca e dolce. Di Florio confessa di non riservare tante cure alla vite che è cresciuta senza concimazioni. Neanche il terreno nel quale è radicata può essere lavorato perché completamente pavimentato e la pianta ha intorno al fusto solo poche decine di centimetri di terreno. Di Florio non sa dire a quale varietà appartenga, sa solo che quella vite, cresciuta in un angolo di territorio assolato, poco battuto dai venti, è parte integrante della sua casetta dove vivevano i genitori e i nonni e che l’una non potrebbe essere separata dall’altra. La robustezza della pianta confermerebbe l’ipotesi agronomica del poco disturbo per le piantagioni che devono adattarsi e crescere con le proprie forze senza che si intervenga dall’esterno con concimazioni e somministrazioni di prodotti chimici. Sarebbe interessante oggi approfondire la conoscenza dell’essenza e magari ricavarne un vitigno di interesse produttivo come è avvenuto per altri casi divenuti ricercati sia per la vinificazione che per uso alimentare. (w.te.)