Ladri barricati in camera: scoperti, riescono a fuggire

6 Marzo 2016

Due uomini entrano in un’abitazione di San Silvestro mentre ci sono i proprietari Mettono a soqquadro una stanza, ma costretti a scappare spariscono nel buio

PESCARA. Doveva essere una tranquilla serata in casa, davanti alla tv, ma si è trasformata in una specie di incubo per Cristian Recchilongo e i suoi genitori che, due sere fa, hanno ricevuto la visita dei ladri mentre erano all'interno dell'abitazione, in strada provinciale San Silvestro, in una zona dove ci sono una trentina di edifici. Le vittime si sono accorte di quella presenza e ne è scaturito un inseguimento ma i ladri sono riusciti a fuggire, facendo perdere le tracce nelle strade buie di campagna di San Silvestro. Recchilongo lancia quindi un nuovo allarme sui furti in questa zona della città, dove la popolazione del posto si è attivata nei mesi scorsi con delle ronde anti-ladri e per una raccolta fondi, da destinare all'acquisto di telecamere.

La situazione sembrava più tranquilla, ultimamente, ma con questo episodio è tornata la paura. E poco importa, per Recchilongo, che i dati statistici indichino i furti in calo, a Pescara, perché «quando ti entrano in casa è comunque una violenza psicologica e il problema non è quello che ti portano via ma l'intimità violata. Ora abbiamo paura che accada di nuovo», dice.

Venerdì sera, spiega, «ero in casa con i miei genitori. Eravamo in sala, ma mi sono più volte spostato tra le varie stanze. Verso le 21.30 mio padre ha deciso di andare a letto ma quando ha provato ad aprire la porta della camera l'ha trovata chiusa a chiave dall'interno. Ha chiesto chi l'avesse chiusa e ho capito subito che dentro c'era qualcuno. Ho afferrato la torcia, sono andato sul balcone e quando abbiamo visto un tipo che si allontanava gli sono andato dietro. Ho chiamato la polizia e cominciato a rincorrere i due, che hanno fatto percorsi diversi, si sono divisi. Ho tentato di stare dietro a uno ma l'ho perso, nonostante abbia continuato a cercare a lungo, e anche la polizia ha effettuato una perlustrazione, senza rintracciarli».

Le orme trovate dentro e fuori casa e le varie tracce lasciate fanno intuire come sono andate le cose. «Secondo noi», dice ancora, «per entrare si sono arrampicati su un albero di mandarini, sono arrivati da lì al balcone e sono passati da un balcone all'altro, calpestando una fioriera che li unisce. Sapevano già, quindi, quale stanza dovevano raggiungere, cioè la camera da letto. Hanno realizzato un buco nella finestra e fatto leva sulla maniglia con un pezzo di ferro, entrando. Una volta chiusa la porta a chiave hanno cominciato a rovistare e preso degli oggetti in oro tra collane, anelli e bracciali, ma non hanno fatto in tempo a cercare altro. Quando li abbiamo scoperti sono fuggiti e ho capito che per scendere si sono serviti di una scala, di nostra proprietà, che hanno sistemato lateralmente al balcone. Guardandomi attorno ho anche capito, dalle impronte, che uno dei due è rimasto accovacciato a terra, per non farsi scovare».

Riflettendo a posteriori su alcuni episodi, la vittima pensa che il colpo sia stato studiato, nei giorni precedenti. «I cani del vicino hanno abbaiato per giorni, uno dei miei è stato avvelenato ed è morto e ho notato delle auto sospette tra cui una Ford Fiesta nera che potrebbe essere la stessa che ha tentato la classica truffa dello specchietto ai danni di mio padre. Al di là dei cespugli, poi, si vedono i segni di qualcuno che è rimasto accovacciato, come per spiarci». Questa esperienza non lascia tranquilli, ovviamente. «Qui ci sono stati diversi furti e tentativi di furto, nei mesi scorsi, e io ero uno di quelli che faceva le ronde per segnalare i mezzi sospetti alle forze dell'ordine. Loro fanno il possibile ma la zona da coprire è ampia. È sconcertante che l’altra sera siano entrati mentre eravamo dentro: sono stati abili e fortunati ma la situazione gli stava sfuggendo di mano. Se prosegue così, si rischia di dover mettere le serrande di ferro per barricarsi dentro».

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