Ladri di auto in trasferta bloccati dai carabinieri

PESCARA. Sono arrivati dalla Puglia a Pescara con una missione ben precisa, e cioè quella di rubare delle auto. È questa l’ipotesi più accredita su quattro ragazzini, di cui due sedicenni, che sono...
PESCARA. Sono arrivati dalla Puglia a Pescara con una missione ben precisa, e cioè quella di rubare delle auto. È questa l’ipotesi più accredita su quattro ragazzini, di cui due sedicenni, che sono stati fermati in piena notte nel cuore di Pescara, in centro, e trovati in possesso di tre centraline per auto e alcuni arnesi da scasso, tutto materiale da lavoro che i ladri si portano dietro quando sono in attività.
I quattro sono incappati in un controllo dei carabinieri della sezione Radiomobile del Nucleo operativo e radiomobile, agli ordini del tenente Giovanni Rolando.
Viaggiavano su una Fiat Panda che alle 4.30 della notte ha dato inevitabilmente nell’occhio, anche in considerazione del coronavirus che ha ridotto di molto i mezzi in circolazione, per cui gli uomini dell’Arma l’hanno fermata per un controllo in via Sardegna, a due passi da via Firenze. Si è scoperto, dalla identificazione dei quattro, che il gruppetto arrivava da Cerignola, località che si è fatta conoscere per il riciclaggio di auto. E il controllo dell’altra notte non ha fatto altro che rafforzare questa convinzione visto che durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato nel cofano posteriore tre centraline avvolte nel nastro isolante nero, quello comunemente usato dagli elettricisti. Le centraline, indispensabili per far partire le auto nel momento in cui avviene il furto, avevano il seriale identificativo cancellato.
Oltre a questo materiale, già di per sé sospetto e ora oggetto di altri approfondimenti, i carabinieri hanno trovato attrezzi e arnesi da scasso. La perquisizione dell’auto ha permesso anche di trovare cacciaviti, forbici e guanti, altro materiale utilizzato per commettere furti. Per i quattro è scattata la denuncia per ricettazione e, considerato che non tutti sono maggiorenni, per due di loro è stata interessata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I quattro sono V.M., trentenne, M.C., 18 anni, M.M., 16 anni, e V.C., sempre di 16 anni.
Le indagini adesso proseguono per capire chi ci sia dietro la trasferta del gruppetto in città, considerato che la tecnica delle centraline viene utilizzata di frequente per mettere a segno i furti di auto che poi vengono smembrate, per rivendere i pezzi, o rimesse in circolazione. (f.bu.)
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