Ladri di bici in pieno giorno Ma un residente filma tutto

Tre persone, tra cui una donna, hanno agito sotto gli occhi dei passanti sul corso Armati di pinze, hanno rotto le catene che legavano i mezzi alle rastrelliere
PESCARA. I furti di biciclette sono l'altra violenza, ai danni dei cittadini del quartiere, che si consuma in pieno giorno sotto gli occhi dei passanti e persino della vigilanza.
Episodi di dolorosa impotenza per chi li subisce, finora rimasti impuniti. Nella gang dei ladri di biciclette, lungo corso Vittorio Emanuele e vie limitrofe, c'è anche una donna.
Bionda, tatuata, armata di una pinza, armeggia a lungo e scardina le due ruote dalla rastrelliera senza curarsi di chi le cammina intorno. Accade nella zona del parcheggio che divide corso Vittorio, angolo via De Amicis, e via Michelangelo.
Lo testimonia un video girato da qualcuno che si è preso la briga di immortalare quelle immagini, che sono «l'ennesima dimostrazione di come questa sia una terra di nessuno», dice chi ogni giorno è costretto a fare i conti con la presenza di persone che «non hanno il senso della decenza né rispetto per il prossimo».
In un altro filmato è ben visibile la stessa donna che incita, con una pacca sulla spalla, un uomo di corporatura robusta e con gli occhiali scuri, a spaccare con un oggetto la catena che lega la bici allo stallo, sempre nella stessa zona.
Il mezzo disincagliato, viene strattonato più volte sull'asfalto da una terza persona, presumibilmente un complice della banda. Tutto questo avviene sotto gli occhi dei passanti, che camminano ignari sul marciapiede.
Qualcuno si gira «incredulo», dice una voce nel filmato dove si vede anche una pattuglia delle forze dell’ordine percorrere quel tratto, durante il colpo.
I furti di biciclette, rivendute anche solo a 50 euro giusto per pagarsi una dose, sono un fenomeno denunciato più volte nel passato dai cittadini e dai commercianti del quartiere.
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