Ladri e vandali negli stabilimenti Raid ad Alcyone e Lido Azzurro

27 Aprile 2019

Nel lido della zona nord i malviventi hanno trovato la cassa vuota e danneggiato le tende del bar Nella struttura sul lungomare sud sono state sfondate porta e finestra e rubati i palmari

PESCARA. Visite dei ladri a ripetizione. Spesso visite a vuoto, senza bottino. Ma i danni non mancano mai e i balneatori si trovano di volta in volta a fare la conta. Nei giorni scorsi i soliti ignoti hanno raggiunto due strutture, e cioè Alcyone e Lido Azzurro, la prima sulla riviera nord e l’altra sul lungomare Papa Giovanni XXIII.
La scoperta è avvenuta al momento della riapertura. Luca Cardano, di Alcyone, ieri mattina ha sdrammatizzato tutto affidandosi all’ironia. «E per la 854esima volta sono venuti a rubare, ma non si stancano mai?», ha scritto su Facebook. In realtà è lui ad essere un po’ stanco di queste incursioni. «In tre anni ho subito una ventina di furti», commenta, «o meglio tentativi di furto perché 9 volte su 10 non prendono niente».
Nella notte tra giovedì e ieri hanno messo a soqquadro la cassa, anche se «l’avevo lasciata volontariamente aperta, senza cassetto e vuota», dice il balneatore.
Come è accaduto altre volte sono entrati «dalle tende in pvc, sollevandole dopo averle fatte uscire dai binari, sul lato spiaggia, dove c’è il bar e non sono state ancora attivate le telecamere». Se talvolta hanno rubato qualcosa da mangiare, stavolta ai ladri è andata male anche su questo fronte. Nel tempo, Cardano ha visto di tutto: «una volta l’ingresso di un ladro ha fatto accendere le luci e il malvivente si è chiuso dentro al frigorifero fino allo spegnimento. E un’altra volta, pur di bere qualcosa, un balordo si è accontentato della soia». Dietro tutti questi episodi Cardano vede «una riviera abbandonata nei mesi invernali e in primavera, praticamente allo stato brado. Le cose cambiano d’estate perché le attività sono aperte». La riprova è un altro episodio sgradevole di cui Cardano è stato testimone il giorno prima di subire il furto. Vicino al suo stabilimento ha visto tre ragazzini svuotare un portafoglio e buttarlo via. Era rubato. A quel punto, lui si è rivolto alla polizia.
Ha anche lanciato un appello ad alcuni consiglieri regionali per «chiedere una modifica del Piano demaniale, in modo da poter installare delle chiusure più resistenti. E mi auguro anche che Comune e Regione facciano qualcosa per la prevenzione».
Bilancio decisamente più pesante per Michele Gelsi, l’ex capitano del Pescara che due giorni fa ha «trovato porta e finestra forzate con il piede di porco» al suo Lido Azzurro, e i locali messi a soqquadro. «È il secondo furto in pochi mesi: il primo è avvenuto l’8 dicembre» e all’epoca avevano portato via l’impianto delle telecamere, otto casse e vari attrezzi. Questa volta, nella notte tra il 24 e il 25, «hanno rubato i palmari per le ordinazioni del bar» ma hanno anche creato un bel po’ di caos, dopo aver sfasciato porta e finestra. «Con la vernice hanno imbrattato i locali, poi hanno buttato delle bottiglie in spiaggia, e messo tutto sottosopra. Si divertono a rovinarci l’esistenza e sanno come muoversi, visto che il mio stabilimento è un po’ internato rispetto alla strada. Ma va detto che da quando c’è la caserma della Guardia di finanza, gli atti vandalici qui da noi sono diminuiti, fuori allo stabilimento».
La sensazione che resta dopo questi fatti è sgradevole, aldilà dei danni che sono comunque «consistenti». «Dà fastidio quando entrano in casa tua e sfondano tutto. Io ho comunque lavorato, il 25. Ma va rifatto tutto ciò che hanno rotto. La soluzione? Tenere una persona fissa qui fuori», a controllare lo stabilimento balneare.
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