Ladri in ferramenta e macelleria «Se li avessi visti, avrei sparato»

27 Marzo 2019

Due colpi lampo in via Mare Adriatico. Malviventi in fuga con i soldi, ma li hanno ripresi le telecamere Nel negozio di Sborgia sono rimasti solo 50 secondi. Il collega Giansante: ero pronto a usare il fucile

SPOLTORE. Due furti in pochi minuti. Uno al negozio di ferramenta di Paolo Sborgia e l’altro, a 200 metri di distanza, alla macelleria Giansante, entrambi su via Mare Adriatico, a Santa Teresa di Spoltore. I ladri hanno portato via il fondo cassa della prima attività e l’intera cassa nel secondo negozio. Non l’ha presa bene Gino Giansante, una delle vittime, che vive vicino alla sua macelleria e, se si fosse accorto di qualcosa, avrebbe sicuramente «preso il fucile da caccia e sparato per la rabbia», commenta lui stesso dopo essersi accorto del furto.
Sulla ricostruzione dei fatti sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Pescara, che hanno ricevuto la segnalazione dei due colpi e hanno avviato gli accertamenti, acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza del negozio di ferramenta (le cui telecamere sono posizionate sia all’esterno che all’interno). Questa attività è dotata anche di un sistema di allarme, che si è attivato attorno alle 3 di notte, cominciando a suonare. Il titolare dell’attività, Paolo (alla guida della ferramenta con il padre Alessandro) ha sentito la sirena e si è affacciato alla finestra, vivendo a 50 metri. Ma non vedendo niente di strano è rientrato in casa. Poi, però ha trovato una forzatura sulla porta (automatica) di ingresso, e la cassa svuotata. E ha capito che in effetti c’era stata la visita dei ladri.
«Hanno scardinato la porta, forzato la cassa e prelevato 2.000 euro circa, senza toccare altro». È accaduto tutto in 50 secondi, dall’arrivo all’allontanamento dei ladri: erano in due, a volto coperto, e sono arrivati dal fiume, a piedi, scavalcando la recinzione, come raccontano le immagini registrate dalle telecamere. «Sono rammaricato per il nostro paese», dice il commerciante, riferendosi «ad altri furti già avvenuti in zona e alla gente che vediamo in giro».
Subito prima, o subito dopo, il furto al negozio di ferramenta, i ladri hanno rubato anche nella macelleria Giansante, usando la stessa tecnica. Hanno forzato con un piede di porco la porta di ingresso e prelevato e portato via la cassa, al cui interno c’erano circa 250 euro. Prima di andarsene, hanno rubato anche tre coltelli da banco (il valore è di circa 70 euro l’uno). E nessuno si è accorto di niente, fino a ieri mattina. «Ormai qui i ladri hanno fatto l’abbonamento», dice Gino Giansante, che ha subito altri tre furti. E ogni volta si è visto portare via il denaro custodito in cassa. «Sono dei balordi che fanno solo danni: questa volta mi hanno forzato la porta, un’altra volta hanno rotto la vetrina». Se avesse sentito che c’era qualcuno, dice, avrebbe reagito l’altra notte. E invece si è accorto del furto ieri mattina alle 6. «Abito dietro alla macelleria e ho un fucile da caccia, regolarmente detenuto. Se mi fossi accorto che c’era qualcuno avrei sparato, per la rabbia. Io mi alzo tutti i giorni alle 6 e il 70 per cento dei miei guadagni va allo Stato», racconta il macellaio, da 36 anni a Santa Teresa che crede nel principio della «legittima difesa». E appare sconfortato di fronte al «trattamento che viene riservato ai ladri: quando li prendono, tornano subito liberi».
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