Ladri in officina, rubate due Porsche

A Sambuceto auto sparite dal Centro riparazioni. Nella stessa notte raid all’interno della coop: portati via 33 smartphone
PESCARA. È un furto su commissione eseguito da chi certamente sapeva come entrare e soprattutto che cosa prendere: due Porsche Cayenne del valore complessivo di oltre centomila euro lasciate in riparazione nell’officina del centro Porsche di via Adige, a Sambuceto, sparite nel nulla dalla sera al mattino. È successo ieri e solo all’apertura dell’officina i dipendenti si sono accorti che le due potenti auto non c’erano più e hanno allertato i carabinieri. Sul posto sono arrivati i militari della compagnia di Chieti coordinati dal capitano Federico Fazio.
Secondo una prima ricostruzione, i ladri sarebbero entrati da un accesso laterale degli uffici, dove però non risulterebbero segni di effrazione, e avrebbero agito indisturbati senza che l’allarme abbia suonato. Evidentemente, dunque, ma è solo una prima ipotesi, è un furto eseguito, o comunque commissionato, da chi sapeva bene come muoversi. In ogni caso i proprietari che avevano lasciato in riparazione le Porsche, un’auto del 2010 e un’altra praticamente nuova, sono assicurati anche se nessuna indiscrezione è emersa sui loro nomi. Che fine faranno le macchine: per i carabinieri le piste sono varie: o cannibalizzate, e dunque fatte a pezzi per la rivendita dei pezzi di ricambio, o immesse nel mercato estero o addirittura, e non è da escludere, utilizzate per azioni criminali.
Ma nella stessa notte un’altra banda ha messo a punto un altro furto. Ancora su commissione e ancora a Sambuceto, in questo caso al centro Telefonia all’interno della Coop dell’Iper, da dove hanno portato via 33 smartphone per un valore complessivo di circa 18mila euro. Secondo quanto emerso dai rilievi degli investigatori, i ladri hanno forzato la porta dell’ingresso Maiella per andare, una volta dentro la coop, dritti nell’area vendita del telefonini. E una volta nella sezione della telefonia si sono impadroniti dei modelli più costosi e alla moda per poi fuggire da dove erano arrivati. In questo caso, però, al contrario delle Porsche, l’allarme è suonato, intorno alle 4 del mattino e i sistemi di videosorveglianza erano funzionanti. Le indagini degli investigatori partono proprio da qui, dalla valutazione delle immagini registrate dai sistemi interni ed esterni di videosorveglianza del centro commerciale. (s.d.l.)
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