Ladri senza freni: assalto a rastrelliere e bici vecchie

16 Marzo 2017

Un furto al giorno soprattutto in centro, neppure le catene fermano i vandali I ciclisti: «Non c’è sicurezza, è meglio andare in giro in sella a mezzi malandati»

PESCARA. E’ una nuova moda andare in giro con biciclette vintage oppure è un semplice modo per tutelarsi? A Pescara, specialmente nelle zone centrali come piazza Salotto e via Fabrizi, le rastrelliere sono ormai occupate da biciclette vecchie, usate e anche un po’ malandate, legate con grandi catene, a causa dei continui e numerosi furti e atti vandalici. Si va al lavoro con quelle peggiori, mentre quelle buone rimangono ben custodite dentro casa. Il problema è che, oltre a non trovare più la propria bicicletta, si rischia anche di ritrovarla, dove era stata lasciata, sprovvista di qualche pezzo essenziale, come una ruota, il sellino o il manubrio.

L’unica soluzione sembra essere quella di uscire con una due ruote usata, i cui prezzi oscillano tra i 40 e i 70 euro, piuttosto che sfoggiare quella nuova, pagata decisamente di più.

A confermare il fatto sono il giornalaio di via Fabrizi, che racconta di un suo amico, al quale ripetutamente ne hanno rubate molte durante le ore di lavoro, e che ormai va in giro solo con quelle usate, pur essendone un grande appassionato, e il proprietario della tabaccheria in piazza Salotto, che riferisce di clienti che, davanti al suo negozio, hanno lasciato la propria bici giusto quei pochi minuti necessari per comprare un pacchetto di sigarette o una ricarica telefonica, e che uscendo non le hanno più trovate.

L’uomo esordisce dicendo che «il furto delle biciclette è un fatto ordinario in questa zona, siamo abituati». Questo fenomeno, ormai molto diffuso, va a danneggiare maggiormente la clientela di chi vive di vendita e riparazioni di biciclette, come Carmelo Mazzara, che ha un negozio - attività storica aperta nel 1956 dal padre Vito - in via Manzoni 8.

«Le multe ai semafori per infrazioni banali sì, ma controlli per la sicurezza e la tranquillità dei cittadini non ci sono», sottolinea Mazzara, «Dovrebbero mettere un microchip o addirittura il bollo a questi mezzi per evitare che si verifichino furti così frequenti. Le persone, quando tornano a prendere le proprie bici e le vedono senza ruote o altri pezzi, le lasciano lì senza provvedere a ripararle, perché rimettere un pezzo nuovo costa di più di una bicicletta usata a volte».

L’uomo racconta anche episodi accaduti la scorsa estate, su viale della Riviera, all’altezza di uno stabilimento balneare, quando, durante la movida notturna, ignoti alla guida di grossi camion hanno caricato intere rastrelliere con annesse biciclette legate, per portarle chissà dove e rivenderle abusivamente.

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