Lamorgese promuove Pescara: «La città è sicura, ora ripartiamo»

Il ministro dell’Interno e il capo della polizia Giannini all’incontro organizzato dal senatore D’Alfonso «La pandemia è stata gestita benissimo. I numeri dei vaccini in un giorno sono da grande territorio»
PESCARA. «Pescara è una città sicura». A dirlo è stata il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervenuta ieri pomeriggio in “Giornate Particolari”, il secondo appuntamento organizzato dall’Officina del senatore Luciano D’Alfonso, presidente della commissione Finanze e Tesoro a Palazzo Madama, con Fondazione Europa prossima e l'associazione WOO_mezzometroquadro, nel contenitore Quale Città.
Dopo l'appuntamento che lo scorso 23 luglio ha visto tracciare i punti cardine su cui fondare la città del domani, a Pescara sono tornati a riunirsi accademici, politici, alti rappresentanti delle istituzioni.
Questa volta la riflessione si è incentrata sulla gestione dei grandi eventi nello spazio urbano. «Leggo e sento spesso il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, che ha lavorato con me per tanti anni», ha evidenziato il ministro, «e so che il valore aggiunto di questa realtà sono le istituzioni, perché c’è una grande sinergia tra di loro». Dimostrazione per l’esponente di governo è stato l’approccio della città all’emergenza. «La pandemia a Pescara è stata gestita benissimo», ha rimarcato il ministro. «Il dato di 3.600 vaccini somministrati in un giorno è al livello di una città importante ed evidenzia l’impegno che è stato necessario. Il valore aggiunto di un territorio sta proprio nella sinergia, nel fare squadra, nel trovare sempre le soluzioni insieme».
Entrando poi nel vivo del convegno in piazza Troilo, Luciana Lamorgese ha definito l’appuntamento, «un segnale di speranza, un’iniziativa che ci vede parlare di futuro. Il senatore D’Alfonso fa tanto per questo territorio. I grandi eventi sono un’opportunità per le città e per l’economia. È importante riprendere le abitudini che avevamo prima. Se penso all’anno scorso un appuntamento del genere non sarebbe mai potuto esserci. Ora dobbiamo ripartire. Non vogliamo che le aziende si fermino. L’economia deve ricominciare a correre e il Green pass è quello che serve. È un atto di responsabilità».
Tanti gli ospiti illustri che hanno partecipato alla riflessione, moderata da Luciano D’Amico rettore emerito dell’Università di Teramo e da Marco Presutti, presidente di Europa Prossima, sviscerando la dimensione dei grandi eventi per una città, tra i quali il capo della polizia Lamberto Giannini, il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale del Papa, il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra.
«Un grande evento è la prova del funzionamento delle città», ha sottolineato il senatore Luciano D'Alfonso. «Crea tensioni, porta delicatezza e gravità, specie in pandemia, ma non ci possiamo rinunciare. Il contrario del grande evento è il cimitero della città e allora per fare in modo che un grande evento non porti rottura le norme devono essere chiare. C'è un buco normativo che il Parlamento deve riempire senza emotività».
A fare gli onori di casa, il primo cittadino Carlo Masci. «I grandi eventi sono elementi importanti perché è nei grandi eventi che si rappresenta l’identità di una città. Tra qualche giorno a Pescara si svolgerà il Trofeo Matteotti, una manifestazione ciclistica che ha riunito la città dopo la guerra, nel 1945 e attorno a cui ancora oggi la città si riunisce. Nel 1996, Pescara ha ospitato il concerto di Sting, un evento che ha richiamato 100mila persone nell’area di risulta. All’epoca abbiamo dimostrato che Pescara poteva organizzare qualcosa a livello internazionale e i cittadini si sono sentiti parte integrante di quell’evento. Ecco, questo vuol dire organizzare una manifestazione: tenere i cittadini legati a una città».
Molteplici gli aspetti analizzati attorno ai grandi eventi. Tra gli altri, il tema della sicurezza approfondito dal capo della polizia Lamberto Giannini che ha chiarito che «la gestione di un grande evento comporta sia l’esigenza di garantirlo in sicurezza, ma bisogna contemperare al tempo stesso con la qualità della vita dei cittadini. Ai grandi eventi viene riconosciuto un valore di fattore eccezionale di promozione e di sviluppo per un territorio. L’impatto può comportare talvolta dei disagi per i cittadini e costi suppletivi. E quindi occorre mediare tutte le esigenze in un’ottica di sostenibilità». A novembre è già previsto il terzo appuntamento del filone.
«Il 23 luglio ci siamo posti una domanda», ha ripercorso D'Alfonso, «oggi (ieri, ndc) quella sui grandi eventi e il 26 novembre faremo un altro dono a Pescara con figure che detengono il potere per servire. Ragioneremo di quali infrastrutture, cogliendo la straordinarietà del piano nazionale di resilienza e di ripartenza, per fare in modo che quei fondi irripetibili periodizzino la storia futura d’Italia. Ci dobbiamo mettere insieme in un’esperienza da cantiere collettivo, per far tornare a sorridere le città».

