L’aria che tira... c’è tanta cocaina. Pescara al secondo posto in Italia

Si trova dietro a Roma e precede Firenze. E l’abuso di sostanze registra un aumento anche all’Aquila. Per gli esperti la contaminazione non mostra livelli pericolosi, né rappresenta rischi per chi la respira
PESCARA
Nell'aria di Pescara ci sono tracce di cocaina, più che in quasi tutte le altre città italiane. È infatti seconda, dietro soltanto a Roma e davanti a Firenze, nel monitoraggio nazionale che ha analizzato le polveri presenti nell'aria per studiare la diffusione delle sostanze stupefacenti sul territorio nazionale nel 2025.
Un primato di cui la città non può di certo vantarsi. Ma il dato non fotografa il rischio per la salute dei cittadini. Rappresenta però un indicatore utile per comprendere l'andamento dei consumi nelle diverse aree urbane.
L’analisi emerge dalla recente relazione annuale al Parlamento da parte del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze. Nel documento presentato, dal titolo “Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia” del 2026, nello specifico nella sezione riguardante le analisi “di sostanze psicotrope nell’aerosol atmosferico pm10”, ovvero le polveri sottili nei centri urbani italiani, viene evidenziata «una marcata variabilità delle concentrazioni» per quanto riguarda la cocaina. L’attività si inserisce nel contesto del progetto Psico (Presenza di Sostanze Illecite nell’aerosol urbano come possibile marker per Consumo e traffico) nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto di Scienze Polari del Cnr e il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Pescara ha fatto registrare un valore di 565 pg m-3, unità di misura della concentrazione usata per rilevare presenze minime di sostanze disperse nell'aria. «Il valore mediano più elevato è stato registrato nel sito di Roma Bufalotta con 1.174 pg m-3, seguito dai siti di Pescara con 565 pg m-3 e Firenze con 528 pg m-3», si legge nel report. Gli autori dello studio tengono però a precisare un aspetto fondamentale: i risultati non indicano che l'aria sia contaminata a livelli pericolosi, né rappresentano un rischio per chi la respira. Anche nei luoghi dove sono stati registrati i valori più elevati, la quantità di sostanza potenzialmente inalata da una persona nell'arco di una giornata è considerata trascurabile e molto lontana da qualunque dose in grado di produrre effetti sull'organismo.
Un'altra fotografia dei consumi arriva dall'analisi delle acque reflue, fonte l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
In questo caso gli esperti non analizzano l'aria, ma i residui delle sostanze presenti nelle reti fognarie, che permettono di stimare, anche qui, il consumo complessivo di droga da parte della popolazione.
Il monitoraggio, effettuato nel 2025 in 38 città italiane, restituisce un quadro in parte diverso per l'Abruzzo. Per Pescara emerge infatti un dato incoraggiante: il consumo stimato di cocaina risulta in diminuzione rispetto all'anno precedente, così come quello della cannabis. La città rientra nel gruppo dei centri italiani dove gli esperti hanno registrato un calo dei consumi rispetto al 2024.
Diversa la situazione all'Aquila: nel capoluogo l'analisi delle acque reflue evidenzia un aumento del consumo stimato di cocaina. L’Aquila figura tra le città italiane che hanno fatto segnare una crescita del fenomeno, insieme a Campobasso, Catanzaro, Genova, Roma, Venezia e Biella. «La seconda sostanza maggiormente rilevata è la cocaina», si legge nel documento, «Anche in questo caso, i consumi sono molto variabili con estremi da 2-3 dosi (Vibo Valentia, Trapani e Salerno) a 27 dosi a Venezia. Il confronto con i dati ottenuti nel 2024 mostra un aumento del consumo in alcune città quali Campobasso, Catanzaro, Genova, L’Aquila, Roma, Venezia e Biella».
Mentre «si riscontra una diminuzione a Perugia, Belluno, Olbia, Pescara, Salerno e Trapani». A livello nazionale la cannabis si conferma la sostanza più consumata nel 2025, pur facendo registrare una lieve flessione rispetto agli anni precedenti, come nel caso di Pescara. «Il confronto con i dati ottenuti negli anni precedenti (2020-2022 e 2024) mostra», si legge ne documento presentato, «una generale diminuzione in numerose altre città quali Ancona, Catanzaro, Perugia, Potenza, Trento, Olbia, Parma, Pescara, Salerno».
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