Lasciata senza tomba da 10 mesi Ultimatum del sindaco ai parenti

20 Ottobre 2021

PESCARA. Una donna è deceduta dieci mesi fa e la salma è tuttora custodita nell’obitorio dell’ospedale di Pescara. Non si è ancora proceduto alla sepoltura, perché la famiglia non ha i soldi per il...

PESCARA. Una donna è deceduta dieci mesi fa e la salma è tuttora custodita nell’obitorio dell’ospedale di Pescara. Non si è ancora proceduto alla sepoltura, perché la famiglia non ha i soldi per il funerale.
La vicenda abbraccia due città: Pescara, dove la donna era ricoverata in quanto malata di Covid e Chieti, dove è nata. Ieri, è dovuto intervenire il sindaco Carlo Masci con un’ordinanza che dà 5 giorni di tempo ai familiari di provvedere, in quanto obbligati in solido tra loro, al trasporto e all’inumazione della salma. «In caso di mancata ottemperanza alla presente ordinanza», si legge, «l’onere sarà sostenuto dall’amministrazione comunale che provvederà ad attivare le procedure per il recupero delle relative spese maggiorate dei costi legali e degli interessi di mora».
Tutto è successo il 14 dicembre scorso quando la donna di Chieti, ricoverata all’ospedale di Pescara, è deceduta. La Asl, il primo aprile scorso, ha invitato il Comune di Chieti ad intervenire provvedendo all’eventuale accertamento dello stato di indigenza e, nel caso, al trasporto della salma al cimitero di Chieti e alla sua tumulazione. Il Comune di Chieti a maggio avrebbe comunicato alla Asl di Pescara di non poter adottare provvedimenti al di fuori del proprio territorio comunale e, in considerazione del fatto che il decesso è avvenuto nel territorio di Pescara. Per questo ha chiesto al Comune di Pescara di provvedere. Il Comune di Pescara ha fatto presente che, a prescindere dalla competenza territoriale, in mancanza della condizione di indigenza non poteva farsi carico del costo del trasporto e dell’inumazione.
A questo punto l’ente locale teatino ha individuato, quale familiare più prossimo alla deceduta, la figlia che, dichiarando di non poter sostenere le spese funebri, ha indicato il padre, nonché vedovo della donna e legittimo beneficiario della pensione di quest’ultima, quale incaricato delle esequie. Il Comune teatino, su cui grava l’onere della verifica dello stato di indigenza della famiglia della defunta, non ha ritenuto che ci fossero i requisiti per la sussistenza dello stato di indigenza. Condizione che, in base alla legge, consentirebbe il trasporto funebre e l’inumazione gratuita della salma. La figlia, inoltre, avrebbe espresso dissenso alla sepoltura in campo comune, poiché sarebbe impossibile procedere con un esame autoptico se dovesse richiederlo il tribunale.
Così la Asl, il 5 agosto, considerato che la diatriba tra i due Comuni non ha portato ad una soluzione della problematica, ha chiesto al sindaco Masci, in qualità di massima autorità sanitaria locale, l’adozione di provvedimenti urgenti e di emanare un’apposita ordinanza al fine di disporre l’immediata sepoltura della salma.