Lavoratori Brioni: un minuto di silenzio e un’ora di sciopero

Penne: in attesa dell’incontro per il piano industriale di martedì a Roma, i sindacati suonano la carica
PENNE. Un minuto di silenzio per tutti i lavoratori della Roman Style Brioni, in coincidenza con l’inizio della riunione al Ministero dello sviluppo economico in programma il prossimo 22 marzo (alle 14.30) tra la dirigenza dell’azienda, i funzionari di governo, Regione e sindacati. È questa la forma di protesta decisa dalla rappresentanza sindacale unitaria. I lavoratori, inoltre, effettueranno un’ora di sciopero, l’ultima ora di ogni rispettivo turno di lavoro. La protesta dei lavoratori continuerà mantenendo lo stato di agitazione e mettendo in atto tutte le iniziative utili alla risoluzione della vertenza. Mercoledì 23 marzo, inoltre, a seguito della riunione che si terrà al Mise, le Rsu riuniranno in assemblea i lavoratori dei tre stabilimenti dell’area vestina, Montebello di Bertona, Civitella Casanova e Penne, all’interno del piazzale della Roman Stayle di Penne dalle 13.15 alle 14.15.
«Ci auguriamo che la Brioni arrivi al Ministero con un piano industriale che tenga conto dell’eccellente professionalità dei suoi dipendenti», sottolineano i rappresentanti Rsu. Il segretario generale Filctem Cgil Pescara, Domenico Ronca, ha voluto rincarare la dose e dire la sua sulla vertenza Brioni e sulla necessità che la holding francese Kering, proprietaria di Brioni dal 2012, prenda in considerazione un congruo e sostanzioso piano di rilancio dell'azienda. «Non siamo disposti a cedere rispetto alle esigenze di avere un piano di rilancio di Brioni. Il territorio vestino e il suo comparto tessile del lusso hanno bisogno di investimenti e non di licenziamenti. Se la proprietà Brioni punta agli esuberi, la Regione Abruzzo e il Ministero dovranno avere il pugno duro. Senza un piano industriale certo e rassicurante la Regione Abruzzo non dovrebbe erogare i fondi necessari per la sistemazione del dissesto idrogeologico in atto nella zona dello stabilimento produttivo pennese. Ai lavoratori chiedo di continuare a lottare e di fare il massimo dei sacrifici possibili per difendere il proprio posto di lavoro. In questo momento non bisogna cedere. L’azienda Brioni», continua Ronca, «deve lavorare sul piano industriale e togliersi dalla mente la parola esuberi». In queste settimane, nelle poche esternazioni ufficiali concesse, la Brioni ha sempre ribadito come l’azienda abbia la necessità di riequilibrare il proprio mercato che, allo stato attuale, conta di una produzione troppo elevata rispetto alle commesse. Nei tre stabilimenti produttivi della Roma Style spa lavorano 1200 dipendenti, e a rischio ve ne sarebbe circa un terzo, ovvero 400. Quattrocento anime che nel comprensorio vestino mettono in circolo la bellezza di circa 500 mila euro la mese.
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