Lavori al laghetto per fermare le tartarughe

4 Settembre 2018

Divorati pesci, rane e flora autoctone: finanziato un progetto per evitare che i rettili raggiungano il fiume

MONTESILVANO. Creare un ecosistema secondario nel laghetto per permettere il ripristino della fauna, garantendo la preservazione in vita della colonia delle tartarughe presenti all’interno del Parco della Libertà, ma soprattutto quella delle specie autoctone. E’ questo il progetto, ideato dall’associazione Nuovo Saline, per tutelare le oltre 40 tartarughe presenti nel parco gestito dal Dog Village, oggi a rischio a causa della mancanza di flora e fauna necessari al loro nutrimento.
«Quando l’associazione Nuovo Saline ci ha illustrato l’attuale situazione che stava interessando le tartarughe», sottolinea l’assessore al Benessere Animale Deborah Comardi «non abbiamo esitato nemmeno un istante nel manifestare il nostro appoggio. Abbiamo pertanto deliberato in giunta di stanziare un piccolo contributo, sufficiente per la realizzazione del progetto e quindi il mantenimento di questo piccolo paradiso delle tartarughe». Le tartarughe presenti nel parco appartengono alla famiglia delle tartarughe americane dette “Guance gialle” (Trachemys scripta scripta), originaria delle acque degli Usa, tra la Virginia meridionale e la Florida settentrionale. Esse sono onnivore. L’analisi e il monitoraggio del sito all’interno del parco montesilvanese, condotto dalla Nuovo Saline, ha riscontrato come siano spariti, nel tempo, prima i pesci presenti, poi le rane e infine le essenze arboree acquatiche, ovvero tutto ciò che rappresenta il nutrimento delle tartarughe. Il rischio, considerato anche che sono stati documentati diversi esemplari in fase riproduttiva e di deposizione delle uova, è che possano spingersi oltre i confini del Parco delle Libertà e raggiungere il vicino fiume Saline. L’idea è quindi quella di chiudere un’ansa del laghetto per contenere gli esemplari, attraverso un sistema di reti metalliche, con maglie di misura adeguata. Nel frattempo l’associazione ha anche realizzato una zattera, utilizzando il legno di alcuni bancali, una stuoia sempre di legno e delle grandi bottiglie utilizzate dai dispenser dell’acqua, dove le tartarughe possono posizionarsi per favorire la loro digestione, una volta uscite dall’acqua. «Un lieto fine per la sopravvivenza delle tartarughe del laghetto del Parco della Libertà», sottolinea Gianluca Milillo, presidente dell’associazione. «Grazie al Comune di Montesilvano sarà possibile reperire i materiali necessari per costruire il sito di contenimento, che permetterà di conservarle in vita».