Lavori bloccati, i prof vanno in procura

19 Agosto 2015

La protesta dei docenti: mancano 21 aule e l’intonaco cade a pezzi per le infiltrazioni, beffati dopo la passerella del ministro

PESCARA. Sono bloccati senza un perché i lavori da due milioni di euro per trasformare una palestra scolastica nei laboratori di cucina dell’istituto alberghiero Ipssar De Cecco di Pescara. Con il cortile che si allaga alla prima pioggia, le infiltrazioni d’acqua sulle pareti con l’intonaco che si stacca, le aule che non bastano – all’appello ne mancano 21 –, i professori hanno deciso di andare in procura: stufi delle promesse della politica, i docenti hanno preparato un esposto con le foto che raccontano il degrado della scuola: «I lavori della trasformazione della palestra dell’ex istituto Aterno in laboratori di cucina, sala e ricevimento sono cominciati il 4 giugno 2014 e avrebbero dovuto finire 180 giorni dopo», spiega Roberto Melchiorre, uno dei 130 insegnanti che fanno parte del comitato spontaneo Alberghieroinlotta nato per tutelare la scuola, «improvvisamente sono stati interrotti e mai più ripresi. Perché? Qualcuno è responsabile per questi ritardi? La ditta? La Provincia? C’è un danno economico per i cittadini? Di sicuro stanno pagando, e pagheranno, gli studenti e i lavoratori della scuola. Si calcola, infatti, che la mancanza di una sede adeguata ha già fatto perdere all’istituto numerose classi e decine di posti di lavoro».

Sul sito Internet della scuola è comparso un avviso: «A causa delle note criticità relative agli edifici scolastici e al fine di garantire a tutti adeguate condizioni di vivibilità e sicurezza, non saranno più accettate ulteriori iscrizioni o trasferimenti da altri istituti». Il collegio dei docenti del 3 settembre prossimo, proprio per la mancanza di un’aula, si farà nella sala del consiglio comunale.

A meno di 20 giorni dalla riapertura della scuola, l’alberghiero presenta gli stessi nodi irrisolti dell’anno scorso: «Carenza di aule, nonostante una delibera del consiglio comunale dell’anno scorso – votata quasi all’unanimità ma completamente disattesa – ne facilitasse la soluzione; mancanza del convitto visto che a oggi la Provincia non ha ancora espletato le procedure per il bando; assenza di una palestra; precarie condizioni delle aule della succursale di via Italica dove numerosissime sono le infiltrazioni d’acqua; incapacità della sede di via dei Sabini di far fronte alla pioggia senza che si verifichino enormi disagi; mancanza dei laboratori». L’assenza dei laboratori per il De Cecco è una beffa: i lavori, partiti con l’amministrazione provinciale di centrodestra, sono cominciati e poi si sono arenati. Il blocco dei lavori è al centro dell’esposto che sarà presentato in procura: «Stiamo preparando un documentato esposto per chiedere alla magistratura di fare chiarezza».

I docenti si appellano anche al prefetto Vincenzo D’Antuono: «Di tutto ciò sarà informato anche il prefetto con una comunicazione che metterà l’accento sul problema della sicurezza. Centinaia di ragazzi, scorrazzati per le varie sedi con delle navette tra l’altro messe in dubbio per il prossimo anno scolastico, non godono di nessuna sorveglianza durante gli spostamenti. Se accadesse qualcosa durante il tragitto chi sarebbe responsabile?».

I docenti chiamano in causa anche il ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini che, il 27 marzo scorso, ha visitato l’alberghiero. In occasione della visita, il ministro ha parlato di un piano da 40 milioni di euro per le scuole abruzzesi, un piano che però non comprende l’alberghiero: «Possibile che, nonostante la passerella in grande spolvero il ministro non si sia accorta che proprio a quella scuola il ministero non stava destinando neanche un centesimo?».

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