Lavori contestati a Fosso Grande «Senza alberi rischio allagamenti»

28 Agosto 2015

Il comitato dei residenti per la messa in sicurezza lancia l’allarme: «Snobbate le nostre proposte solo la pulizia di piante e rifiuti non basta, il canale tra le case deve essere ampliato»

PESCARA. «Abbiamo chiesto di controllare i progetti della bonifica di Fosso Grande fin dall’11 dicembre 2014 ma non siamo riusciti a leggere neanche un foglio. Adesso, ci accorgiamo che la bonifica consiste solo nel taglio degli alberi e della vegetazione selvaggia e nella rimozione dei rifiuti. Il risultato sarà che in viale Abruzzo, a Villa Raspa di Spoltore, e in via del Circuito, a Pescara, un’alluvione potrebbe provocare ancora più di danni di quella del 2 dicembre 2013». Lo afferma Alfonso Nori, portavoce del comitato di residenti della zona (Comes) nato dopo l’alba più lunga, quando il canale abbandonato è esondato allagando scantinati e garage.

«Lavori tagliati». Il 3 agosto scorso sono iniziati i lavori, ma quella in corso non è una grande opera: il Comune di Pescara aveva stimato in 700-800 mila euro l’importo necessario per mettere in sicurezza Fosso Grande, importo poi sceso a 600 mila. I lavori, dopo il ribasso d’asta, ammontano a meno di 300 mila euro. «Sul cartellone dei lavori c’è scritto 288 mila euro. Siamo preoccupati: perché la spesa è scesa così tanto?», si chiede Nori mentre le ruspe sono al lavoro e, dal tratto del ponte di via Francia, sono arrivate fino all’altezza del parco Morosini.

«Progetti mai visti». «L’11 dicembre 2014, dopo la visita del capo della Protezione Lanfranco Gabrielli, abbiamo chiesto copia dei progetti. Gabrielli ci ha risposto solo il 12 marzo scorso dicendo di non avere gli atti e di chiederli agli enti locali. Allora, il 24 aprile scorso, abbiamo presentato un’istanza di accesso agli atti al Genio civile, stazione appaltante, ma sono passati altri 4 mesi, i lavori sono iniziati e nessuno ha risposto».

La relazione snobbata. Il Comes ha chiesto una consulenza a Carlo Spatola Mayo, ingegnere idraulico e dipendente Arta: una relazione che è stata consegnata anche a Gabrielli, ma in base ai lavori che sono in corso i consigli sono stati snobbati. Secondo la relazione di Spatola Mayo, per la sicurezza dell’abitato, il canale dovrebbe essere quasi raddoppiato nella parte finale. Anziché una semplice pulizia, sarebbe stato necessario, dice l’ingegnere, «smantellare il canale scatolare restituendo all’alveo il corso a cielo aperto; ove possibile, aumentare la pendenza del canale nell’ultimo tratto, per circa 500 metri; provvedere a una costante e continua manutenzione e pulizia dell’alveo e delle sponde, in special modo negli ultimo 500-1.000 metri di corso d’acqua; verificare, con opportuni modelli idraulici, l'adeguatezza degli argini lungo tutto il tratto urbanizzato nei confronti della massima piena prevedibile e procedere all'adeguamento degli stessi argini nei tratti che dovessero risultare inadeguati». Senza interventi del genere, dice lo studio, è possibile che si ripetano «ulteriori» esondazioni che «causino di nuovo i medesimi danni».

Paura di nuovi danni. Fosso Grande nasce a Montesilvano, attraversa Spoltore e muore a Pescara e, lungo i suoi 7 chilometri, raccoglie soltanto abbandono. In contrada Barco, a Montesilvano, vicino al confine con Spoltore, i lavori per la strada provinciale tra Colle Morgetta e l’ingresso della circonvallazione di via Prati sono fermi per una frana nel cantiere: per il Comes, quel cantiere sarà «un altro sbarramento» allo scolo dell’acqua. Ma il nodo irrisolto, dice il Comes, è alla fine del canale: «Senza il freno degli alberi», dice Nori, «l’acqua scivolerà ancora più velocemente e, in caso di alluvione, all’imbuto di viale Abruzzo potrebbero verificarsi nuovi allagamenti ancora più violenti».

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