Lavori contestati in corso Manthonè

Denuncia dell’Archeoclub: un altro scempio a Pescara Vecchia, il Comune controlli gli atti
PESCARA. «Un gravissimo scempio». Così il presidente dell’Archeoclub di Pescara, Giulio De Collibus, definisce un fabbricato di Pescara Vecchia al centro di lavori. «Dopo circa un ventennio sono state tolte finalmente le recinzioni che nascondevano l’edificio in costruzione, in via Catone all’angolo con corso Manthonè, a fianco di casa d’Annunzio. Al posto della modesta e caratteristica costruzione che aveva ospitato Spizzico, il più rinomato ristorante pescarese del periodo anteguerra e dell’immediato dopoguerra», dice De Collibus, «è comparso un ignobile edificio dall’indefinibile stile in falso antico con ispirazione nordica». Secondo De Collibus, «si tratta del più grave vulnus degli ultimi anni fra i tanti apportati al centro storico, a partire dall’ex Banco di Roma, per finire alla recente ristrutturazione di piazza Unione. Eppure, già dal 1999, questa associazione si era interessata del caso, dopo che nel lontano 1980 il nuovo proprietario dell’immobile, per dabbenaggine o altro, ne aveva provocato il parziale crollo con scavi imprudenti a ridosso delle fondamenta». L’Archeoclub, con una lettera all’assessore Sandra Santavenere e alla Soprintendenza per i beni architettonici, chiede «la verifica della regolarità della concessione edilizia e dell’iter che ha portato al suo rilascio; la corrispondenza fra concessione edilizia e opera realizzata; che siano verificate le cubature realizzate; se siano stati rispettati tutti gli eventuali vincoli esistenti sull’area».
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