Lavori e trasporti, scuola al via tra i disagi

Centrosinistra all’attacco per gli istituti chiusi e la carenza di bus. Il prefetto inaugura l’anno al De Cecco
PESCARA. Inizia fra le polemiche l’anno scolastico nella provincia di Pescara. A suscitare le critiche sono gli interventi sull’edilizia scolastica in alcuni plessi dei comprensivi, che hanno reso necessario il trasferimento degli studenti in altre sedi; dall’altro, per le superiori, i trasporti scolastici.
ISTITUTI COMPRENSIVI Non si placa il malumore tra i genitori degli alunni della media “Antonelli” che, per i lavori di adeguamento sismico, saranno divisi in tre plessi. Il Comune ha negato il servizio di scuolabus chiesto dai genitori, poiché a detta del vicesindaco Gianni Santilli si tratterebbe di un trasferimento di 200 metri. «Siamo stupefatti dalle dichiarazioni di Santilli», dicono gli esponenti di centrosinistra Piero Giampietro e Stefania Catalano, «di fronte a 400 genitori che chiedevano uno scuolabus per portare i bimbi nella diaspora delle aule decisa in poche ore. Gli istituti sono distanti più di un chilometro. La giunta ha preferito buttare in mezzo alla strada centinaia di auto anziché usare un solo mezzo».
VIA MONTE SIELLA A suscitare le critiche del Pd è anche la mancata apertura della media “Michetti” e l’abbandono della scuola di via Monte Siella, che fino a qualche anno fa ospitava la primaria “San Giovanni Bosco” e l’infanzia “Rigopiano”. La scuola è chiusa per problemi di staticità e i bambini frequentano le lezioni a Villa Fabio insieme ai ragazzi della “Michetti”, fino a che non sarà pronta la sede in via del Circuito. «Per il terzo anno, questo quartiere», affermano, «resta senza scuola per l’inerzia di questa amministrazione. La scuola di via Monte Siella è diventata un detrattore ambientale ed è senza un progetto di riqualificazione, e la “Michetti” resta chiusa anche quest’anno».
SUPERIORI Sul fronte delle secondarie, sono i trasporti a causare disagi, specie per i pendolari di Pianella e Cepagatti, che frequentano il “Volta”, il “Manthoné” e il “MiBe”. «Se per l’arrivo a scuola ci sono pochi problemi, poiché c’è un collegamento diretto», scrive il consigliere regionale Antonio Blasioli ai vertici della Tua, «all’uscita i ragazzi trovano solo due autobus, 15 o 15 bis, per la stazione. Se perderanno questi, non arriveranno in tempo per prendere il mezzo che li riporti nei loro comuni, ritardando il rientro a casa». La proposta di Blasioli è di mettere 4 navette, come l’anno scorso, fuori dalle scuole, o «prevedere anche per il ritorno un autobus come quello dell’andata».
ALBERGHIERO E ieri, ad accogliere gli studenti dell’Alberghiero a scuola, con la dirigente Alessandra Di Pietro, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il senatore Luciano D’Alfonso, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Daniela Puglisi, il presidente della Provincia Ottavio De Martinis, il presidente del Tribunale Ecclesiastico don Antonio De Grandis e Marina Falivene, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

